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Colussi Petrignano di Assisi, ancora mistero sul piano dello sviluppo industriale

Marcaccioli, Uil, temiamo ricadute sul versante occupazionale

Colussi Petrignano di Assisi, ancora mistero sul piano dello sviluppo industriale

Colussi Petrignano di Assisi, mistero sul piano dello sviluppo industriale

È urgente che la Colussi presenti entro i primi di luglio un piano di sviluppo industriale per lo stabilimento di Petrignano d’Assisi. Siamo preoccupati per il calo di volumi per conto terzi a favore di prodotti esclusivamente a marchio Colussi e Misura che hanno maggiore valore aggiunto ma che da soli non sono in grado di salvaguardare il fronte occupazionale”. Così si esprimono le organizzazioni sindacali di categoria Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil al termine dell’incontro che si è svolto mercoledì 7 giugno, nel capoluogo umbro, con i vertici della Colussi Perugia Spa della Colussi Group.

“Non si è parlato di export – hanno commentato le sigle sindacali –, aspetto che riteniamo, invece, fondamentale per le imprese agroalimentari italiane. Valutiamo positivamente il coinvolgimento della Regione e la possibilità di beneficiare di finanziamenti per rilanciare e diversificare la produzione”.

Temiamo ricadute sul versante occupazionale – ha dichiarato nello specifico il segretario di Uila Uil Umbria Daniele Marcaccioli – nel caso le risorse prodotte e il grande valore aggiunto del marchio non siano, almeno in parte, reinvestiti nello stabilimento di Petrignano d’Assisi, in ricerca, tecnologia, sviluppo e diversificazione delle produzioni. Attendiamo, quindi, con trepidazione il progetto, definito dall’azienda ‘multimilionario’, in grado di consolidare i livelli occupazionali, scongiurando ricadute negative”.

Marcaccioli ha, inoltre, riservato alcune parole sulle ultime elezioni per il rinnovo della Rsu nello stabilimento. “Ringrazio i delegati uscenti – ha detto il segretario di Uila Uil Umbria – e faccio un augurio di buon lavoro agli eletti Mirko Ghiandoni e Carlo Fisichella. A fronte della riduzione del numero dei delegati in Rsu dagli 11 del 2014 ai 9 del 2017, sottolineiamo il buon risultato di Uila Uil che ha mantenuto i due delegati, ottenendo il 68 per cento di preferenze in più rispetto alle precedenti votazioni”.

 

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