Dimissioni Tavolo Cultura, Angeletti, no alle strumentalizzazioni

Dico NO alle strumentalizzazioni e... alle strumentalizzazioni delle strumentalizzazioni

Dimissioni Tavolo Cultura, Angeletti, no alle strumentalizzazioni
FULVIA ANGELETTI Direttore artistico del Piccolo Teatro degli Instabili

Dimissioni Tavolo Cultura, Angeletti, no alle strumentalizzazioni

da Fulvia Angeletti
ASSISI – Trovo vano e sterile da parte dell’opposizione, strumentalizzare le mie dimissioni e quelle precedenti, con toni che nulla hanno a che fare con un atteggiamento costruttivo rispetto ai temi che animano la nostra città. Mi aspetto piuttosto che certe decisioni – ponderate e a volte anche sofferte – siano da stimolo personale e collettivo per cercare di costruire un più efficace dialogo tra le amministrazioni e i cittadini (sempre che le prime lo vogliano veramente). Venerdì 1 dicembre ho comunicato le mie dimissioni attraverso questa mail:

“Al Sindaco del Comune di Assisi Stefania Proietti e
all’Assessore alla Cultura del Comune di Assisi Eugenio Guarducci
Con la presente, comunico le mie dimissioni dal Tavolo Assist Cultura, non ritenendolo da tempo un organismo attivo e utile al dibattito culturale della Città.
Con la speranza di un rinnovato e più efficace dialogo tra gli operatori culturali e l’Amministrazione, porgo cordiali saluti.
P.S. Colgo l’occasione per chiedere se ancora qualcuno considera questo strumento “esistente”. Probabilmente qualche cittardino sì…e allora suggerisco di fare chiarezza”.

Ora, pur credendo nella bontà di un’iniziativa che nel suo intento aveva l’obiettivo di coinvolgere, condividere e ascoltare gli umori di una città spesso ripiegata su sé stessa e con una politica culturale del tutto abbandonata da anni di incuria, è impossibile non constatare quanto non si sia cercato di dare reale seguito a questo scopo.

Perciò, ad un anno dalla “chiamata” del Comune a candidarsi a un Tavolo che doveva assist-ere l’Assessorato alla cultura e turismo rispetto alle linee guida  da seguire, resta la delusione nel non aver dato concretezza a quanto prospettato. Come disse Guarducci, non è obbligo di nessuno istituire Tavoli o commissioni, ma se lo si fa, si deve avere chiaro che tipo di percorso affrontare insieme.

Le dimissioni dei vari componenti sono passate sotto silenzio. Nessuno ha chiesto spiegazioni agli interessati né approfittato per chiarire alla cittadinanza cosa stava accadendo e che tipo di strumento fosse questo Tavolo. Perché nell’immaginario di molti assisani questo strumento in qualche modo stava svolgendo una sua funzione. In realtà ci sono state non più di due o tre convocazioni e poi più niente. L’unica risposta è stato il prevedibile e ironico tweet dell’Assessore.

Sulle opposizioni non c’è molto da aggiungere: usano chiunque come trampolino per i loro attacchi, dimenticando il vuoto che hanno lasciato quando c’erano loro ad amministrare la città, senza mai pre-occuparsi veramente di Assisi e lasciando una città socialmente e culturalmente deserta.

Concludo dicendo che tutti i componenti dei Tavoli sono persone libere: libere politicamente e libere di farsi coinvolgere o di tirarsi fuori quando lo reputano opportuno. Tali persone sono a servizio della città già attraverso il loro impegno quotidiano. Non hanno tessere di partito né sono portavoce di nessuno se non di loro stesse. Maggioranza e opposizione dovrebbero pacificarsi con questo concetto. E rispettare la libertà di ognuno.

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1 Commento

  1. Non credo si tratti di strumentalizzazione della vicenda. Quando un fenomeno – le dimissioni – assume una portata tale da rendere evidente una sofferenza dei componenti il Tavolo e sopratutto quando le motivazioni delle ultime dimissioni appaiono limpidamente descrivere una INUTILITA’ del tanto sbandierato tavolo di confronto/aiuto/partecipazione, credo sia normale da parte dei politici e dei cittadini (categoria a cui appartengo) evidenziare la vicenda POLITICA.
    Il cinquettio puerile di Guarducci – Angioletti – é l’ultima, ennesima prova di quanto lo stesso consideri Assisi nei suoi pensieri di Assessore impegnato.
    Io credo che in un momento di discussione – e il Politico deve essere abituato a tali evenienze – ci si debba fermare e confrontarsi per capire quale direzione prendere.
    Assisi e gli Assisani meritano rispetto da parte di tutti e credo che stesso rispetto debba essere portato ai nostri predecessori di ogni fede, credo politico, colore, etc. che hanno fatto qualcosa per Assisi.
    Siamo su una china ripida e scivolosa…troviamo soluzioni presto perché il tempo passa e stiamo perdendo i connotati di cittadina conosciuta nel Mondo e fruibile da tutti.

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