Assisi Hipster, Alessia, il mio modo di tornare a casa

UN PROFILO INSTAGRAM GESTITO DA NON SI SA CHI...RICCO DI FASCINO

Assisi Hipster, Alessia, il mio modo di tornare a casa

Assisi Hipster, Alessia, il mio modo di tornare a casa

Non credo che in queste sedi se ne sia già parlato. Forse accade in giro, tra i ragazzi, ma mi piacerebbe spendere due parole sulla pagina Instagram “Assisi Hipster” anche qui. Stando alla data del primo post, questo profilo è nato l’1 gennaio 2017. Lo conobbi per la prima volta, quando un’amica mi inviò, tramite messaggio, uno screenshot di un post che raffigurava la copertina del nuovo album di Brunori leggermente modificata. L’attaccapanni in basso a destra era stato sostituito da una sagoma di San Francesco a braccia aperte, mentre si rivolge agli uccelli.

La didascalia riportava il nome del disco con la dicitura “Assisi Limited Edition”, come se fosse davvero uscita un’edizione a tiratura limitata di “A casa tutto bene” dedicata alla città di Francesco.

Scoprii che, in realtà, si ti trattava di qualcosa che faceva parte di una sorta di “rubrica”, in cui le copertine di album più o meno famose vengono personalizzate con elementi tipici di Assisi e delle zone circostanti. Per di più, mi resi conto che la rubrica si trovava all’interno di un progetto ben più vasto, in cui venivano scattate foto di luoghi della zona intorno all’assisano.

Scorrendo le immagini ho riconosciuto, infatti, i posti in cui sono cresciuta, quelli che ho frequentato o di cui ho semplicemente sentito parlare. Ho rivisto la piscina di Assisi, abbandonata a se stessa, e ho provato una malinconia quasi lancinante.

Ho ammirato il corridoio del mio ex-liceo, che non credevo potesse farmi un effetto così intenso e riportarmi alla mente tanti bei ricordi. Il tutto è quasi sempre accompagnato da una frase estratta da un brano musicale (solitamente italiano), che in qualche modo si collega all’immagine pubblicata. Un’idea semplice, ma che, più di una volta, ha toccato le mie corde più intime.

Ora che sono lontana dalla mia terra, ogni tanto, butto un occhio sul profilo. I “like” crescono e i post diventano sempre più ambiziosi. L’altro giorno ho visto un breve video accompagnato da “Sei la mia città” di Cosmo, una canzone che in questo periodo, tra l’altro, è in loop sul mio iPhone.

Mi piace pensare che i “miei posti” siano osservati con occhi particolari e che a questi luoghi vengano accostate canzoni e contesti che, in un certo senso, potrebbero sembrare distanti anni luce. In fin dei conti, anche questo è un piccolo e insolito modo per valorizzare la terra da cui provengo.

Un mio amico mi ha raccontato di aver inviato un messaggio privato alla pagina Instagram e di aver ricevuto risposta. Sembra, però, che chi la gestisca non voglia palesarsi, anche se, da quanto so, che c’è chi ha aperto una sorta di caccia al tesoro per scovare chi si nasconde dietro tutto questo.

Per me Assisi Hipster è un modo per tornare con la testa a casa, quando ne ho voglia, anche solo per qualche minuto. Non so chi debba ringraziare, ma questo “agire in incognito” rende tutto ancora più affascinante, ecco perché non so chi sia Assisi Hipster e per ora non mi va neanche di scoprirlo.

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