A Rivotorto, Africa–Europa, oltre gli stereotipi

Una serata culturale e tanti spunti di riflessione

A Rivotorto, Africa–Europa, oltre gli stereotipi

A Rivotorto, Africa–Europa, oltre gli stereotipi

Da Jean-Baptiste Sourou
ASSISI – Avere il coraggio di adottare un linguaggio basato sul valore della persona e non sul colore della sua pelle o le sue origini, così si può riassumere il ricco e provocatorio intervento del  professor Filomeno Lopes, sabato 21 ottobre a Rivotorto.

Alla serata organizzata dal Cedro Onlus e la Pro Loco di Rivotorto è intervenuto anche il sindaco di Assisi, Stefania Proietti che si è complimentata della collaborazione tra associazioni del territorio e ha avuto parole di incoraggiamento per il progetto di educazione e di formazione professionale per contrastare l’emigrazione selvaggia dei giovani dall’Africa in cui il Cedro è impegnato nello Stato del Benin.

«Il vostro, ha detto il sindaco, è un impegno per la pace, la salvaguardia del creato, la difesa del debole e da Assisi non può mancare il sostegno delle istituzioni».

Con una capacità comunicativa straordinaria, per niente scontato, un pensiero limpido e preciso, Lopes ha attirato l’attenzione del pubblico sui pericoli che ognuno di noi e la società incorre nel dimenticare come dicono i saggi del suo villaggio ai ragazzi alla fine del rito di passaggio all’età adulta che: « abbiamo due occhi, due orecchie, una bocca e una sola lingua».

E questo per spiegare loro che nella vita la lingua va usata con molta ponderatezza, con conoscenza di cause perché è come un coltello affilato e tagliente. Quando la tiri fuori a vanvera contro qualcuno gli fai molto male e lo può anche uccidere.

«Se non si può usare il coltello senza serio motivo, non si può neanche usare la lingua senza aver riflettuto», ha detto in sostanza. Oggi però, ci sentiamo in potere di “colpire” chiunque basandoci su quegli stracci di informazioni che i media ci danno.

In dialogo col pubblico ha chiesto: «immaginiamo di ritrovarci da solo in una foresta, di fronte ad una bestia feroce. Come ci si sentirebbe? Quando però senti in quel instante i passi di qualcuno, ti viene un gran conforto. Non ti chiedi però se è uomo, donna, nero, bianco, bambino, adulto, musulmano, cristiano, ebreo… E’ un uomo e basta».

«Ci perdiamo nei dettagli e dimentichiamo  l’essenziale», ha affermato. Per cui gli stereotipi, i pregiudizi  fanno soltanto male a noi stessi e la società. Con molti esempi presi dalla storia e dall’attualità, egli ha smontato in modo critico quegli stereotipi di razze e provenienze che secondo lui sono delle ipocrisie, delle bugie che l’Occidente e i popoli si costruiscono per negare a sé stesso che hanno bisogno degli altri. «L’inferno non sono gli altri, lo straniero, il diverso…», ha detto in conclusione.

Per concludere la serata, il presidente del Cedro, Jean-Baptiste Sourou ha illustrato i recenti  lavori realizzati presso il Centro di educazione e formazione professionale in Benin. Infatti col sostegno di persone sensibili alla sua missione, Il Cedro è riuscito a creare una piantagione di alberi da frutto e scavare un pozzo d’acqua potabile dove si svilupperà il centro.

«Sono dei primi passi importantissimi che ci fanno proiettare altre mete verso la creazione di un istituto moderno per i giovani. Ma non saremo riusciti senza il vostro sostegno», ha detto ringraziando tutti per l’impegno. Sourou ha poi presentato il calendario 2018 dell’associazione il cui tema è l’acqua, proprio perché il ricavato sarà tutto devoluto alla seconda fase del “progetto acqua potabile” del Cedro in Benin.

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