L’Orto Sinergico di Nuova Dimensione dà già i suoi frutti

Tre domeniche per riscoprire i valori della terra, il contatto con la natura, ma anche per toccare con mano lo straordinario lavoro che un gruppo di quindici ragazzi con disagio mentale sta svolgendo da oltre due mesi. Su questi presupposti si basa “Orto Sinergico”, evento promosso dal Fai (Fondo Ambiente Italiano), presso il Bosco di San Francesco  in collaborazione con la Cooperativa Nuova Dimensione di Perugia e l’associazione Assisi Nature Council, che il 7 giugno ha avuto la sua giornata inaugurale e che proseguirà anche nelle due domeniche successive (14-21). Chi vorrà, attraverso una prenotazione obbligatoria, potrà prendere confidenza con l’agricoltura sinergica e ripercorrere la stessa esperienza che sta portando alcuni pazienti dei centri di igiene mentale limitrofi a completare un vero e proprio orto. Il progetto, sviluppato dalla Cooperativa Nuova Dimensione, nasce sostanzialmente come forma di riabilitazione alternativa, rispetto ai tradizionali metodi di cura delle patologie mentali e si prefigge di diventare anche un’importante occasione di abilitazione verso il mondo del lavoro. L’impresa collettiva perugina ha già maturato questa esperienza a ridosso dell’acropoli con il gruppo famiglia “Taralla” e grazie al prezioso contributo dell’operatore David Pollini ha deciso di estenderla anche nei luoghi tanto cari a San Francesco. “Ci siamo resi conto – ci tiene a precisare la Presidente di Nuova Dimensione, Paola Sensi – che lavorare all’aperto, a contatto con la natura e la terra, diventa uno stimolo importante per questo tipo di persone, che prima di tutto riacquistano un certo benessere e poi possono anche formarsi, verso una vera e propria professione. A Perugia, dopo l’esperienza dell’orto sinergico, due ospiti sono stati assunti dalla Cooperativa B-Kalos per la manutenzione dell’aree verdi. Questa innovazione è una risposta qualificata per i servizi alla persona”. Nel Bosco di San Francesco il gruppo di David Pollini ha già messo a frutto parte del suo lavoro. La lunga fase preparatoria ha avuto il suo naturale sfogo nella creazione di un orto dalle forme avvolgenti e dalle svariate tipologie di piante ed ortaggi. Il percorso non è stato ancora completato, ma la cura dei dettagli ha voluto la sua parte, con la paglia che è diventata allo stesso tempo uno strumento di protezione e nutrimento dei frutti, ma anche un gradevole ornamento. “Dopo l’esperienza del gruppo famiglia Taralla – ammette David Pollini – abbiamo cercato di mettere ulteriormente in rete questo progetto, attraverso dei partner importanti. Il Fai, l’associazione Assisi Nature Council e l’azienda Leroy Merlin hanno dato un importante impulso alle nostre volontà. Il bosco si è rivelato un luogo riabilitativo già di suo, con gli ospiti che attraverso il lavoro settimanale, circa due – tre volte e prevalentemente di mattina, hanno acquisto maggiore autostima e diverse competenze in materia”. Difficile aggiungere altro: tutto il resto può essere compreso solo vivendo l’atmosfera del Bosco di San Francesco e guardando cosa ha prodotto la sinergia tra natura e disagio mentale.

Print Friendly

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*