Intervista con Desirée Rancatore che si racconta ad Assisi Pax Mundi

ogni parola arriva il suo sorriso schietto e aperto

Intervista con Desirée Rancatore che si racconta ad Assisi Pax Mundi
desiree rancatore e mauro gambetti

Intervista con Desirée Rancatore che si racconta ad Assisi Pax Mundi

Sono quasi le otto e la signora Rancatore si gode la luce della sera che illumina Assisi da una finestra del Sacro Convento. Tra poco la musica diventerà la grande protagonista, ma in questo attimo di calma Desirée ci racconta un po’ di lei. Prima di ogni parola arriva il suo sorriso schietto e aperto. Una vita, la sua, intrecciata con la musica, con la sua voce. Una carriera lunga 20 anni, una vita fatta di viaggi, teatri, passione e tanto, tanto studio.

Oggi lei è un soprano di fama internazionale, com è iniziata? “Ho 39 anni e ho già alle spalle 20 anni di carriera. Studio da oltre 22 anni. I miei genitori sono entrambi musicisti. Io studiavo violino al conservatorio in realtà non avevo mai considerato la possibilità di cantare. Poi frequentando la classe di canto corale, una delle materie obbligatorie, è scoccato qualcosa. La Petite Messe di Rossini è stata una folgorazione. A 16 anni ho iniziato a studiare con la mia mamma (Maria Argento ndr.) poi mi sono perfezionata a Roma con Margaret Baker Genovesi”

Il debutto? “Balestrate, in Sicilia un posto che mi è rimasto nel cuore, lì ora ho anche una casa. Avevo 17 anni ed è stato il mio primissimo concerto. Poi c’è stata un’operetta in conservatorio, una cosa molto divertente. Il verò debutto però è stato al Festival di Salisburgo, avevo 19 anni e interpretavo Barbarina ne Le nozze di Figaro”

Che significa fare una carriera come la sua? “E’ una grande avventura. Tanti sacrifici, tantissimo studio, moltissimi viaggi. E’ una missione, un dono che va coltivato e perseguito. Certo non ho avuto una gioventù come quella dei miei coetanei, ma ho avuto molte altre cose, molte esperienze e molte emozioni”.

C’è un concerto che ricorda con più emozione degli altri? “Ho tanti bei ricordi, sono fortunata, sceglierne uno è difficile. Sicuramente l’inaugurazione della teatro alla Scala dopo la ristrutturazione nel 2004 è stato un momento indimenticabile. In diretta mondiale con il maestro Muti, una di quelle esperienze che non si dimenticano. Poi c’è anche il mio debutto in Giappone, lì il pubblico mi ha travolta, la loro passione per la cultura italiana e per l’opera sono indescrivibili”.

Oggi in Italia all’Opera viene data la giusta importanza? “In Italia oggi si sta perdendo la cultura non solo l’opera. L’opera è nostra e dovremmo chiedere che venga riconosciuta come patrimonio mondiale dell’umanità. Oggi in Italia ci sono tanti teatri in difficoltà, all’estero non è così”

Il suo rapporto con la fede com è? “Fa un certo effetto parlarne qui in questo posto magico, un luogo di pace. Io sono credente, anche se non so se definirmi praticante. Fin da quando ero piccola ho un mio dialogo con Gesù, ci parlo sempre come fosse un amico accanto a me. Ci sono situazioni in cui si sente il bisogno di una protezione al di là”.

Che effetto fa cantare nella Basilica di San Francesco in Assisi? “Cantare qui è una grande emozione. Pensare che la mia voce risuona su Giotto fa un certo effetto. Sono veramente molto onorata”.

Il futuro… che cosa c’è progetti, sogni? “Bella domanda… Sicuramente c’è la volontà e l’impegno per cercare di mantenere il livello raggiunto. Spesso io sono la mia voce, vivo in simbiosi con lei. So che dovrei separare la mia vita dalla mia carriera, ma la mia voce entra in ogni parte della mia vita. E poi mi sento in età da figlio, mi piacerebbe vivere la maternità”

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