Ritratto di Eleonora Duse e la Musica dell’Anima Piccolo teatro degli Instabili di Assisi

Giovedì 7 dicembre Pamela Villoresi voce recitante e musiche d Marco Scolastra

Duse by Repin

Ritratto di Eleonora Duse e la Musica dell’Anima agli Instabili

La musica dell’anima – “Ritratto di Eleonora Duse tra le note della sua epoca” è il prossimo spettacolo del Piccolo teatro degli Instabili di Assisi. Maria Letizia Compatangelo manda in scena la grande Pamela Villoresi, voce recitante su musiche suonata da Marco Scolastra.

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“Questo spettacolo – spiega Fulvia Angeletti, direttore artistico del Teatro -, grazie alla recitazione di una nostra grande interprete, Pamela Villoresi, e alle musiche suonate da Marco Scolastra vuole ripercorrere il lungo viaggio di Eleonora questo in un dialogo appassionato tra recitazione e musica che restituisce l’atmosfera e il senso della vera storia di questa formidabile Attrice, una storia ricchissima (molto oltre il rapporto con D’Annunzio, di cui si parla solitamente), piena di luci e ombre capaci di avvincere e sorprendere il pubblico. Una storia che racconta il teatro e il cinema mondiali tra otto e novecento e che attraversa la società italiana, con i suoi più grandi protagonisti, dall’Unità d’Italia al fascismo.

Il suo stile di recitazione così scarno, intenso, sensuale, denso di pause, fortemente emozionale, era quasi una partitura musicale che penetrava i personaggi per renderli al pubblico in una creazione d’arte in comunione con esso, servendosi di tutto il corpo, del gesto come della parola e dello sguardo. «Le parole sono foderate – diceva Eleonora – bisogna scovarne il senso profondo, quello che sta sotto».

Info e prenotazioni: 333 7853003 – 335 8341092

GIOVEDÌ 7 DICEMBRE PAMELA VILLORESI VOCE RECITANTE E MUSICHE D MARCO SCOLASTRA

Chi era Eleonora Duse

Definita meritatamente la più grande attrice teatrale di tutti i tempi, Eleonora Duse è stata un “mito” del teatro italiano: a cavallo tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, ha rappresentato con la sua profonda sensibilità recitativa e la sua grandissima naturalezza, opere di grandi autori come D’Annunzio, VergaIbsen e Dumas. Nata il 3 ottobre 1858 in una stanza d’albergo di Vigevano (Pavia) dove la madre, attrice girovaga, sostò per partorire, Eleonora Duse non frequenta una scuola, ma a quattro anni è già sul palcoscenico: per farla piangere, come richiede la parte, qualcuno dietro le quinte la picchia sulle gambe.

A dodici anni sostituisce la madre ammalata nei ruoli di protagonista della “Francesca da Rimini” di Pellico, e della “Pia dé Tolomei” di Marenco. Nel 1873 ottiene il primo ruolo stabile; sosterrà parti da “ingenua” nella compagnia paterna; nel 1875 sarà invece “seconda” donna nella compagnia Pezzana-Brunetti.

All’età di vent’anni Eleonora Duse viene assunta con il ruolo di “prima amorosa” nella compagnia Ciotti-Belli-Blanes. Ottiene il primo grande successo nel 1879, interpretando con struggente sensibilità, a capo di una compagnia con Giacinto Pezzana, la “Teresa Raquin” di Zola.

A ventitré anni è già prima attrice, e a ventinove capocomica: è lei a scegliere il repertorio e la troupe, e ad interessarsi della produzione e delle finanze. E tutta la vita avrebbe imposto le sue scelte, portando al successo autori di rottura, come il Verga di “Cavalleria rusticana“, che rappresenta con enorme successo nel 1884. Tra i maggiori successi di quegli anni troviamo “La principessa di Bagdad”, “La moglie di Claudio”, “La signora delle camelie” e molti altri drammi di Sardou, Dumas e Renan.

Attrice sensibilissima, Eleonora Duse si preoccupa di rafforzare con lo studio e con la cultura le sue doti innate: per far questo si sarebbe rivolta ad un repertorio di livello artistico sempre più alto, interpretando opere come “Antonio e Cleopatra” di Shakespeare (1888), “Casa di bambola” di Ibsen (1891) e alcuni drammi di Gabriele D’Annunzio (“La città morta”, “La Gioconda”, “Sogno di un mattino di primavera”, “La gloria”), col quale avrebbe avuto un’intensa quanto tormentata storia d’amore, durata diversi anni.

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