Assisi, fari accesi sul Turismo, Paolo Pizziconi dice la sua

”Una volta c’erano agenzie che andavano all’estero per promuovere soluzioni turistiche per la citta. Tempi d’oro dagli anni ’60 al ’95. Perché non riprovare?”

Ad Assisi corso base per guardie ambientali volontarie Custodi del Creato
Foto di Renato Elisei

Assisi, fari accesi sul Turismo, Paolo Pizziconi dice la sua
Di Lorenzo Capezzali
ASSISI – Ancora fari accesi sul turismo ad Assisi per risollevare le sorti di lavoro  e d’immagine di un centro, ferito in modo indiretto dalle proiezioni mediatiche ora che la stagione sta per iniziare. L’indirizzo di una regia fortemente reattiva ed innovativa  sull’accoglienza e sulle idee da mettere in vetrina sono i migliori propositi del rilancio turistico, si sostiene da più parti in città.

Non solo pragmatismo ma anche commenti e riflessioni animano l’acropoli, che rimane la città pilota della Regione nel settore per numeri e riconferme di visitatori. Fa parlare molto l’uscita di una delle figure più conosciute della città, l’assisano doc, Paolo Pizziconi, segretario regionale della Dc, amante della città in ogni suo aspetto e sostenitore del riproposizione turistica del colle così com’era dagli anni ’60 al ’95. “ Il mio intervento vuol essere solo un contributo d’idee sulla dinamica politico-turistica per Assisi in questo momento delicato post sisma  – motiva il segretario Pizziconi – partendo proprio dal passato quando agenzie come quelle dei Mancini, dei Batori, degli Stoppini ed ora di Daniele Angeletti, si portavano e portano all’estero a fare promozione turistica della città con riscontro positivo.

Un front office di prassi allora che non sarebbe sbagliato riproporlo adesso per garantirsi una parte di commercializzazione del comparto piu’ aderente alla realtà. Assisi ha tutte le carte da  giocare perché è la città che lo propone al mondo, quel complesso laico-religioso  di cose ed immagini tanto care a molta gente a tal punto che Assisi si conferma urbe testa di ponte del turismo umbro e nazionale. Provare non costa nulla visto il successo del passato senza dimenticare gli archeotipi della comunicazione, del web da migliorare  e della pubblicità classica da incentivare  fuori le mura urbiche e la regione.

Non dimentichiamoci che Assisi – conclude Pizziconi- è di per se stesso un biglietto da visita irripetibile per altri centri urbani e quindi un vantaggio enorme da cui ne discende la sequela d’iniziative e pragmatismo  da sostenere. Assisi è logo di lunga storia araldica in ogni dove”.

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