Assisi, anche Fulvia Angeletti si dimette dal Tavolo Assist Cultura

Un tavolo che non è mai esistito e non ha mai svolto la sua funzione

Assisi, anche Fulvia Angeletti si dimette dal Tavolo Assist Cultura
Da sinistra Paolo Ansideri, Fulvia Angeletti ed Enrico Sciamanna

Assisi, anche Fulvia Angeletti si dimette dal Tavolo Assist Cultura

ASSISI – Dopo Paolo Ansideri ed Enrico Sciamanna anche Fulvia Angeletti si dimette dal Tavolo Assist Cultura. A darne comunicazione con una lettera inviata venerdì scorso è stata la stessa Angeletti. La responsabile del Teatro degli Instabili di Assisi da noi raggiunta telefonicamente ne ha spiegato i motivi: «Un tavolo che non è mai esistito e non ha mai svolto la sua funzione. Credo che l’amministrazione debba fare chiarezza con i cittadini perché chiedono a cosa serve quel tavolo e di cosa si parla, quali sono le decisioni prese rispetto ai programmi che presentano ogni giorno».

Fulvia Angeletti ha evidenziato: «Veniamo scambiati per depositari di decisioni che vengono prese da altri. Della conferenza stampa di oggi pomeriggio per Universo Assisi io non ne sapevo niente. Quel tavolo – ha aggiunto – non mi impegnava più di tanto non si è mai riunito, tranne due volte. Nell’immaginario collettivo esiste ancora ma credo che lo debbano abolire. Fanno conferenze stampa su eventi culturali, esiste questo tavolo che doveva essere uno strumento di confronto, in realtà non è mai stato così, siamo all’oscuro delle decisioni prese. Questa cosa – ha concluso Angeletti – non è mai esistita, è stata creata per volontà di chi l’ha inventato, sbandierando buoni propositi che non hanno avuto seguito».

Con Fulvia Angeletti è la sesta dimissione, dopo quelli di Maria Letizia Cipiciani, Margherita Sensi, Paolo Ansideri, Massimiliano Dragoni ed Enrico Sciamanna. Rimangono nel Tavolo Assist Cultura 6 persone:  Marco Dusi, Giulio Franceschini, Roberto Leoni, Isabella Fischi, Lucia Fiumi e Lanfranco Pecetta.

 

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5 Commenti

  1. Brava Fulvia!!!!! Se hanno stancato anche Te questa é l’ennesima conferma della scarsa capacità dell’attuale Sindaco ed Assessori ad intercettare le necessità di Assisi. Solo propaganda e specchietti per le allodole.
    Tutti a casa

  2. CE LI MANDEREMO GRILLO CE LI MANDEREMO…..TUTTI INSIEME…MA IL PROBLEMA E’CHE IN QUESTI TRE ANNI POTREBBERO FARE DANNI CON LA PALA!!!!!! MA CI RIPRENDEREMO….TRANQUILLO

  3. E siamo a -6… La Cultura fa rabbrividire!!!
    Ribadisco fortemente quanto già commentato appena due mesi fa:
    il Tavolo sta perdendo componenti intellettualmente onesti, preparati e “rassicuranti”, specie in questo deserto culturale, uomini e donne di cultura che da tanti anni stanno dedicandosi alla nostra amata Città; tutto ciò non è che l’amara conferma del fatto che se a capotavola non c’è un buon padrone di casa, meglio andarsene! Ovviamente dal Palazzo nessun Comunicato per informare i Cittadini, coerentemente con la linea amministrativa di “trasparenza” che si sta portando avanti: sbandierare l’inutile, distrarre con opportune strategie per mantenere un po’ di consenso, tacere sui flop e, come in questo caso, sul fallimento di un Assessorato che non sa (o non vuole) dialogare con i rappresentanti della ‘geografia culturale’ della Città. Così dopo le “forti divergenze” denunciate ad ottobre si legge di “un tavolo mai esistito”… ora non resta che sperare in un cinguettio a cura dell’Assessore, anche se potrebbe limitarsi anche a postare un tavolo ancora più “fuso” di quello postato dopo gli abbandoni di Ansideri e Sciamanna, senza degnare i Cittadini di alcun commento.

    Seduti al Tavolo restano Dusi, Fischi, Fiumi, Franceschini, Leoni e Pecetta.
    Si accettano scommesse… il prossimo a dimettersi?!?!

  4. Questo coacervo di menti elette (nel senso di nominate, incaricate) non ha funzionato, ma era prevedibile in quanto l’assisano non si concede facilmente ad adunate intellettuali o a unioni pianificate per il cosiddetto “bene comune”; che ci volete fare, è nella nostra natura anarchica il segreto di detto comportamento altrimenti non si spiegherebbe il disinteresse per alcuni problemi che ci riguardano da vicino come ad esempio l’esproprio della Piazza inferiore di San Francesco da parte del Sacro Convento, passato nell’indifferenza generale e che dire dell’ “incantevole” scultura di Norberto (voluta strenuamente da Ricci) che deturpa il sagrato superiore (prato). Benché alcuni cittadini, al tempo, provarono a protestare non ci fu nessun riscontro da parte di alcuno. Niente di niente non frega niente a nessuno! Ed ora ci dovremmo scandalizzare se alcuni componenti del Tavolo Cultura se ne vanno?

  5. Ad Assisi quando si tocca il tasto della cultura , iniziano a squillare tutti i meccanismi di all’arme. Sarà opportuno, che chi di dovere, avvii un’analisi per capire il perchè e il per come. Analisi che non può e non deve vedere coinvolto nessuno degli attuali componenti il tavolo perchè contaminatisi l’un l’altro Assisi continua a ruotare a vuoto utilizzando sempre i vecchi, consunti e rumorosi ingranaggi di sempre. Questa roba va gestita da gente giovane che dovrebbe saper interpretare i bisogli e le necessità del mutabile contesto sociale e non l’interessino economico-giornalistico del singolo o del gruppetto. Manca il senso di responabilità , di rischio, d’impegno, di fiducia e di innovativo mutabile anche giorno per giorno. I cittadini OFATI ? mEZZI OFFESI E MEZZO INCAZZATI?- PER FORZA SI RESTA NEL LIMBO DELLE PAROLE VUOTE E VACUE, ESTERNAMENTE NON SI NOTA NESSUN PRODOTTO, NESSUNA REALIZZAZIONE, LE MENTI E LE INTELLIGENZE CHE POTEVANO E POSSONO FARE LA DIFFERENZA RESTANO A CASA VOLUTAMENTE DIMENTICATE.Le dimissioni. Ero in C.R.I. con un incarico prestigioso quando proposi al PreidenteNazionale le mie dimissioni. Risposta secca senza possibilità di replica. Prima di pensre o dare le dimissioni ti fai a piedi nudo tre vasche di Corso Vannucci a Perugia. Assisi sta diventando semplicemente il piccolo Vaticano dell’Umbria. I Conventi hanno preteso la disponibilità anche del livello sottoterra senza che nessuno anciasse parola. Ma che volete di più? Si tornerà ad un modello medievale modernizzato dove i villici della piana andranno a comperare le nuove indulgenze in questo o quel convento, a pidi sclzi, contriti e pietosamente supplicanti.Il nuovo ci sta travolgendo ma i vecchi non mollano e il divario con altre realtà si moltiplica. Nessuno, e dico nessuno, partiti , sindacati, associazioni, circoli e quant’altro hanno individuato il delfino o i delfini del loro potere . E quando mai entrerà qualcuno dalle idee moderne e attuali se anche nella composizione dei gruppi o dei tavoli viene applicata la riforma “Fornero?” Grazie Assisi e grazie per il tempo che mi avete concesso.

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