Con il Cuore

Assisi, intestare una via a Don Aldo Brunacci, il sacerdote che salvò gli ebrei

Dal video sono emerse con evidenza la grande personalità dell’uomo Brunacci e la profonda fede del sacerdote

Assisi, intestare una via a Don Aldo Brunacci, il sacerdote che salvò gli ebrei

Assisi, intestare una via a Don Aldo Brunacci, il sacerdote che salvò gli ebrei ASSISI –  “Intestare una Via a don Aldo Brunacci”. E’ la proposta lanciata venerdì 3 febbraio dal presidente della Fondazione Sorella Natura, Roberto Leoni, durante l’incontro tenutosi nella sala della Conciliazione per ricordare il sacerdote che, durante gli anni della Shoah, salvò dalle persecuzioni centinaia di ebrei. Una proposta accolta con entusiasmo dai tanti presenti all’iniziativa organizzata dalla diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, dal Comune di Assisi, dall’Opera Casa Papa Giovanni e dal Museo della Memoria nell’ambito del programma della Giornata della Memoria. Diverse le testimonianze intervallate all’intervista inedita fatta a don Aldo riadattata e montata dal regista e documentarista venezuelano, attualmente ad Assisi, Jean Carlos Gonzalez e proiettata durante l’evento.

Dal video sono emerse con evidenza la grande personalità dell’uomo Brunacci e la profonda fede del sacerdote, le sue origini semplici e l’elevata cultura in diversi ambiti. Vissuto durante la guerra don Aldo si è trovato, d’accordo con l’allora vescovo monsignor Giuseppe Placido Nicolini, ad affrontare senza esitazione un’emergenza davvero rischiosa ed impegnativa.

Un’esperienza raccontata dallo stesso nei minimi dettagli con semplicità ed entusiasmo. Forte alla fine del video il messaggio ai giovani all’impegno ad andare avanti insieme per costruire un mondo migliore. Questi valori da sempre “professati” da don Aldo sono stati messi in evidenza anche dalla nipote Liliana Balducci, dal giornalista assisano Francesco Frascarelli che ha sottolineato il suo impegno per i giovani e dal già sindaco Edo Romoli.

Toccante la testimonianza del regista Jean Carlos che scoprendo la storia delle persecuzioni razziali contro le quali don Aldo si è impegnato si è sentito profondamente legato a questa storia per le molto simili problematiche politiche che riguardano oggi il suo paese.  Dopo aver spiegato la capacità di accoglienza che va riconosciuta alla città serafica, il vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino monsignor Domenico Sorrentino ha concluso l’incontro con queste parole: “Don Aldo Brunacci, un uomo che ha trovato nella cultura anche la capacità di essere vivo e di camminare con il tempo. Essere uomini significa essere persone che camminano. Non possiamo essere cristiani senza essere testimoni. Il motivo per cui un cristiano si mette in gioco è la fede, ma anche la solidarietà umana.

Assisi è una città ecumenica. Il sogno non può arrendersi di fronte alla fatica della quotidianità, esso riapre il gioco del futuro. L’intervista di don Aldo è stata tutta sorridente e si è conclusa con un sorriso”. Parole significative sono state espresse nei confronti del sacerdote anche dal deputato umbro Walter Verini, presente all’incontro. “Non c’è futuro – ha sottolineato il parlamentare – senza radici, senza memoria. C’è ancora un germe di odio e violenza nel nostro pianeta”. Presente anche il vice-sindaco di Assisi Valter Stoppini che ha portato i saluti dell’amministrazione.

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