Assisi e l’acquedotto del Sanguinone, si è svolto sabato scorso

La serata ha visto la presenza del Sindaco di Assisi Stefania Proietti

Assisi e l’acquedotto del Sanguinone, si è svolto sabato scorso. Sabato 12 novembre presso la chiesa di Costa di Trex di Assisi, si è svolto il meeting “il Sanguinone Acquedotto grandioso e magnifico” organizzato dalla Dott.ssa Paola Bastianini Presidente del Lion Club di Assisi, con la collaborazione dell’Officer ing. Claudio Menichelli.

La serata ha visto la presenza del Sindaco di Assisi Stefania Proietti che, in qualità di autrice di un libro sul tema, ha raccontato ai tanti soci e amici del club la storia di questo acquedotto che ha dato acqua alla città di Assisi circa duemila anni addietro. Partiva da Costa di Trex, raccoglieva l’acqua sorgiva dalla roccia carsica del Subasio attraverso i tre fossi del Sanguinone, raggiungeva Assisi con un percorso ipogeo di circa sei km con una pendenza del due per cento. Era conosciuto come l’acquedotto di Frate Elia e arrivava fino alla Basilica di San Francesco, utilizzato per la costruzione della stessa e per le utenze conventuali, inoltre alimentava in epoca romana le fonte di Perlici, l’anfiteatro romano e la piazza della città. Nel tempo successivo alla costruzione della basilica cessò il suo utilizzo per la complessità della suo mantenimento e venne sostituito da altri acquedotti.

Completamente interrato, realizzato in pietra con volta alla cappuccina, secondo le regole vitruviane di costruzione pre romana ma con forti elementi che richiamano l’architettura etrusca, come se i romani nell’epoca della loro presenza l’avessero trovato e riutilizzato per la purezza delle acque.

Sottolinea Stefania come in corrispondenza della Rocchicciola esista un castello delle acque interrato fatto di cisterne multivano che distribuivano acqua alla città, il percorso ipogeo prosegue passando per le ex cave di pietra, segue verso porta San Giacomo e attraverso via Merry del Vall, passa sotto il prato, sotto il piazzale e arriva sotto il portale Gemino della Basilica di San Francesco, proprio sul fronte della stessa.

Il sindaco Stefania nella conclusione ha voluto dare una motivazione del motivo per cui l’acqua dell’acquedotto arrivasse proprio sotto la soglia dell’ingresso della Basilica, citando gli elementi della simbologia religiosa introdotta da Frate Elia, nominato responsabile della costruzione della basilica, che volle la facciata rivolta ad oriente con i quattro tetramorfi, esseri a guardia del tempio, posti sul rosone di facciata, e l’acqua che entra sotto la soglia del tempio come elemento di purezza. Inoltre, il sindaco ha voluto lanciare l’idea di inserire i resti visibili di tale acquedotto in un percorso archeologico-paesaggistico anche con l’utilizzo di una app che illustri la storia dello stesso.

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