Assisi, Matarangolo risponde a Lunghi, contrari a prescindere

L’emendamento presentato dal gruppo consiliare del Partito Democratico era teso a dare maggior rispondenza ai criteri indicati dal legislatore regionale

Assisi, Matarangolo risponde a Lunghi, contrari a prescindere
Franco Matarangolo

Assisi, Matarangolo risponde a Lunghi, contrari a prescindere

da Franco Matarangolo consigliere comunale gruppo consiliare del P.D.
ASSISI – L’architetto Tonino Lunghi, dall’opposizione in consiglio comunale, ci propina perle di saggezza amministrativa in misura inversamente proporzionale al numero e alla bontà delle decisioni che ha assunto quando è stato responsabile in prima persona della guida della città. Questa volta ha criticato un emendamento alla pratica di modifica di alcuni articoli del regolamento edilizio comunale, ma senza fondamento e senza tenere in alcun conto le spiegazioni che gli sono state date in consiglio.

E’ stato chiarito in consiglio che l’emendamento presentato dal gruppo consiliare del Partito Democratico era teso a dare, rispetto alla pratica predisposta dagli uffici, maggior rispondenza ai criteri indicati dal legislatore regionale per la composizione della commissione edilizia, come si chiamava quando Lunghi portava i calzoni corti e militava nella D.C, e che ora è definita “per la qualità architettonica e il paesaggio”.

Già con la legge 11 del 2005, che modificava la legge n. 1 del 2004, il legislatore regionale, consentendo che i regolamenti comunali potessero prevedere che fosse presieduta dal Sindaco o suo delegato, senza diritto di voto, aveva puntualizzato che l’esclusione del voto in capo al presidente era prevista per rendere terza la decisione sulle valutazioni paesaggistiche e sui beni architettonici da parte della Commissione.

Con l’approvazione del T.U. n. 1 del 2015, in materia di governo del territorio e materie correlate, il legislatore ha ribadito che tale terzietà è una garanzia anche per la correttezza del procedimento delle autorizzazioni paesaggistiche ed ha ritenuto che sarebbe davvero inopportuna la presenza all’interno della commissione con diritto di voto del funzionario responsabile dell’emissione del provvedimento paesaggistico e urbanistico-edilizio finali.

Come si vede, prevedere la presenza del dirigente del settore o suo delegato, il cui voto sarebbe stato determinante in caso di parità di voto, andava contro lo spirito della legge regionale e non garantiva una differenziazione tra attività di tutela paesaggistica ed esercizio di funzioni amministrative in materia urbanistico-edilizia (art.146, c. 6 del D.lgs. n. 42/2004 modificato con la L.106/2011).

Nessuno ha voluto togliere a Cesare quel che è di Cesare, il dirigente del settore ha sempre la parola finale sulle autorizzazioni, ma se va in contrario avviso al parere non vincolante della commissione, è tenuto da dare una motivazione in fatto e in diritto del suo diverso orientamento. Come si vede nessun atto di lesa maestà, solo un maggiore adeguamento al mutare delle leggi e allo spirito dei tempi, che vuole sempre meno la commistione dei ruoli.

Quanto alla mancata condivisione con il sindaco, questo fatto non corrisponde al vero, tanto è vero che l’emendamento è stato redatto con il concorso di molti consiglieri ed è stato regolarmente approvato dalla maggioranza.

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