Assisi, occupazione suolo pubblico e paesaggistica in centro, continua il confronto serrato tra commercianti e comune

Intervento dell’esponente di Forza Italia, Leonardo Paoletti

Assisi, chi predica bene razzola male, anzi per precisione razzolava

Assisi, occupazione suolo pubblico e paesaggistica in centro, continua il confronto serrato tra commercianti e comune
da Lorenzo Capezzali
ASSISI – Continua il confronto tra commercianti e Comune sull’occupazione suolo pubblico e pubblico ornato, un’affaire che in quest’ultime ore sta prendendo tutta la città. Regolamento da una parte, interesse dall’altro un binomio di pensiero di due line parallele che non trova sintesi perfetta perché il Comune intende andare per la sua strada con i controlli e quindi con la rilevazione delle irregolarità quando sono presenti. Gli esercenti dell’Ascom chiedono un osservanza della tempistica e della ragionevolezza del momento no turistico, che ha messo in ginocchio gran parte dell’economia del centro storico.

Sul casus belli interviene con una articolata nota l’attuale rappresentante di Assisi città, Leonardo Paoletti, esponente di Forza Italia che dichiara: ”Indubbiamente la necessità di riorganizzare gli spazi di suolo pubblico concessi dall’Amministrazione Comunale ove principalmente Bar e Ristoranti trovano una importante soddisfazione commerciale, era necessario. Ma certamente tempi e modi risultano discutibili. In un momento in cui la città, e soprattutto le attività commerciali, soffrono a causa dei recenti eventi sismici e della forte crisi economica, con conseguente notevole calo delle presenze in Assisi, il tutto poteva e doveva essere fatto con maggiore oculatezza. Come prima cosa, chi di competenza dell’Amministrazione Comunale, doveva prendere contatti con l’associazione di categoria, di seguito pre-allertare le attività commerciale, quindi agire con eventuali sanzioni la dove le attività fossero state riscontrate senza le dovute autorizzazioni. Invece è stato dato il via ad una campagna punitiva con relative sanzioni pecuniarie. La logica sarebbe risultata giusta se di fatto ci si fosse trovati di fronte ad un regolamento chiaro rispetto alla materia occupazione suolo e arredo urbano (tavoli, seggiole ed ombrelloni).

Purtroppo così non è, infatti alcune attività, più specificatamente chi è in possesso di vecchie autorizzazioni che consentivano l’utilizzo degli spazi esterni per tutto l’arco dell’anno, ha potuto mantenere le occupazioni esterne, mentre chi ha rinnovato recentemente l’autorizzazione ha dovuto smantellare completamente il proprio arredo esterno. Paradossale!!! Chi si è preoccupato di mettersi in regola risulta bastonato. Tutto ciò si è verificato in reazione al fatto che nelle recenti autorizzazioni paesaggistiche la Soprintendenza (organo preposto al rilascio dell’autorizzazione ambientale) ha voluto inserire un periodo (dal 31 ottobre al 1 marzo di ogni anno) di sospensione dell’utilizzo dello spazio di suolo pubblico esterno alle attività, imponendo al Comune di Assisi l’adeguamento a tale scelta. Su questo punto l’ Amministrazione Comunale avrebbe dovuto imporsi nel rispetto della parità di trattamento, aprendo un tavolo di confronto con la Soprintendenza tutelando i cittadini e le attività commerciali”. “ Cosa che non risulta essere stata fatta aggravando notevolmente le condizioni economiche del s ettore già fortemente colpito dall’evidente calo turistico.

La materia risulta molto tecnica e forse di difficile comprensione, ma dalla vicenda emerge chiaramente un’improvvisazione di chi ci amministra che preoccupa fortemente la cittadinanza la quale soprattutto in questo momento di difficoltà chiede di essere sostenuta e non perseguitata attraverso sanzioni pecuniarie che risultano particolarmente pesanti in questo storico momento. Insomma un Amministrazione alla Cimabue… fa una cosa e ne sbaglia DUE” chiude ll rappresentante Paoletti. Ora occorre che piega prenderà l’associazione dei commercianti locale con il presidente Vincenzo Di Santi accanto agli altri organismi di settore alberghiero, degli esercenti e degli artigiani.

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2 Commenti

  1. Si può arrivare ad un accordo dialogando e dando tempo ai cambiamenti. Quando si agitano gli animi, tutto diventa più difficile e, spesso da qui, nascono prese di posizione che non permettono un cammino sereno e costruttivo. Ascoltiamo, accogliamo, cerchiamo punti di incontro. Abbiamo tanto bisogno di serenità; abbiamo la responsabilità di testimoniare al mondo che Francesco è vivo, oggi!

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