Assisi e Santa Maria degli Angeli, analisi di una crisi turistica e commerciale

Congiuntura internazionale e danni indiretti del sisma da altre regioni

Assisi e Santa Maria degli Angeli, analisi di una crisi turistica e commerciale
Da Lorenzo Capezzali
ASSISI – Turismo, fortemente turismo ma anche commercio fortemente commercio nelle due realtà piu’ demografiche del Comune: Assisi e S.M.Angeli ora  che la stagione 2017 è alle porte.  Sulla voce turismo si sta lavorando da mesi con puntiglio per suggerire idee ed operatività dopo l’inusitata flessione del colle assisano dell’ultimo periodo. Prima fonte di reddito economico, il turismo storicamente ha sorretto famiglie intere e giovani attraverso un ricavato sicuro e contrattualmente  giuridico che ha tenuto tranquilla tutta la cittadinanza in quel  tempo.

Dopo gli anni ’60  abbiamo assistito ad un vero business  con il proliferare  di negozi di souvenirs, tavole calde, pizzerie, bar, ristoranti, alberghi, agriturismi, attività artigianali, camere e l’indotto . Locali e garage  del centro si trasformavano in esercizio  commerciale. Punti caldi le zone  attorno alla Basilica di San Francesco. Da Via San Francesco, Via Frate Elia, Piazza S. Chiara, Corso Mazzini, Via Sant’Agnese ad altre  vie e piazze dell’urbe alta sullo sfondo delle Rocche. Ora non è piu’ così  vuoi per la congiuntura economica  generale, vuoi per  i danni indiretti del sisma dalle regioni limitrofe. Insomma, un nadir ed uno  zenit turistico  per il territorio  dopo il periodo della gallina dalle uova d’oro degli anni passati rappresentata appunto dai molti milioni di turisti presenti in città.  Ora tutte le forze pubbliche e private sono in campo per rimuovere  l’increscioso con un piano  d’interventi calibrati da parte del  Comune, dell’Ascom e degli stessi operatori su mass media, comunicazione, collaborazioni con gli enti regionali economici ed istituzionali  e della conca ternana.

Un circolo di mani umbre unite per rifondare i flussi numerici  di un’Assisi una volta testa di ponte del turismo del cuore verde d’Italia e non.  Intanto anche le notizie che arrivano da S. M. Angeli non sono tranquillizzanti con centri commerciali che abbassano saracinesche ed altre che cambiano luogo di lavoro accanto alle perplessità manifestate dall’indotto. Nel mirino bar, alimentari, compro oro, tessuti, casalinghi, agenzie viaggi mentre negozianti che rimangono in piedi parlano di un lavoro sensibilmente diminuito d con un futuro tutto da decifrare.  Ma la fiducia futura in ogni cittadino è dura a morire!.

Print Friendly, PDF & Email

1 Commento

  1. Be forse abbiamo scoperto l’acqua calda. Ha detto bene, nel periodo della gallina dalle uova d’oro nessuno si é preoccupato (o meglio ha pensato) del fatto che il flusso turistico vada sostenuto, coccolato e sopratutto migliorato l’approccio da parte degli operatori. Anche in questo periodo di crisi assoluta, in Assisi centro, vi sono dei ristoranti che accettano i clienti con sufficienza (proprietaari che parlano per ore al telefonino dando occhiate distratte ai clienti) e quasi fastidio. FINIAMOLA, chi non ha bisogno di lavorare la smetta e lasci posto a chi ha voglia di lavorare e sopratutto ha necessità di vivere.

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*