Comitato per il No “Basta Renzi!”, tanti esponenti politici intervenuti ad Assisi

L’Unione Europea vuole “riforme” limitative degli spazi di partecipazione democratica

Comitato per il No “Basta Renzi!”, tanti esponenti politici intervenuti ad Assisi

Comitato per il No “Basta Renzi!”, tanti esponenti politici intervenuti ad Assisi. Una tavola rotonda con voci di estrazione politica diversa, ma che in questo caso parlano una sola lingua. Il comitato per il NO “Basta Renzi!” è riuscito nell’impresa facendo sedere attorno ad un tavolo il senatore Lega Nord, Stefano Candiani, il segretario di Fratelli d’Italia per l’Umbria, Franco Zaffini, Leonardo Paoletti di Forza Italia, il Vice Presidente dell’Assemblea Legislativa umbra (Lega Nord) Valerio Mancini, l’ex sindaco di Assisi Giorgio Bartolini e Luigi Pecchioli per Alternativa per l’Italia.

Ad introdurre il dibattito, avvenuto Giovedì 27 a Casa Leonori di Assisi, la coordinatrice del comitato “Basta Renzi” di Assisi Alessandra Valentini che, in apertura, ha ricordato l’importanza di conoscere per essere liberi di votare correttamente; ha moderato l’incontro Luca Briziarelli coordinatore dei Comitati “Basta Renzi”. Diversi i temi trattati dagli intervenuti, si è passato dei tagli della spesa pubblica tanto sponsorizzati dalla riforma costituzionale e quanto mai inesistenti, al bicameralismo che non viene affatto superato, chi sostiene il contrario dice una bugia.

“Continueremo ad avere due Camere che legiferano insieme su molte materie – hanno spiegato gli intervenuto – e se si riteneva necessario superare il bicameralismo perché non ipotizzare di abolire il Senato e passare al monocameralismo?Anche i ritardi causati dalle “navette” tra le Camere sono un’invenzione del Governo Renzi: dati alla mano, vogliamo ricordare che la modifica costituzionale dell’articolo 81 sul pareggio di bilancio è stata fatta in poco più di tre mesi” Spiegato anche il ruolo centrale che l’Unione Europa ricopre in questa riforma.

“Se oggi siamo così tanti a difendere la Costituzione e la Democrazia – è stato puntualizzato – è perché a votare SI al referendum costituzionale sono rimasti solo Renzi, il sistema bancario e l’Unione Europea, ossia la stessa entità antidemocratica che ci chiede austerità e spending review, tagli alla spesa pubblica e ai diritti.

L’Unione Europea vuole “riforme” limitative degli spazi di partecipazione democratica; vuole esecutivi forti e parlamenti deboli, così come prevede la riforma di Renzi, la quale vorrebbe togliere il diritto di esprimersi ai cittadini, in termini di elezioni dei senatori e di alcune argomentazioni europee che saranno, nel caso vinca il SI di competenza esclusiva del Governo”.

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