Cortile di Francesco Assisi, le opere di Christo fotografate da Wolfgang Volz

Raramente l’artista e la sua compagna si sono espressi per assegnare un valore aggiunto alle installazioni

Cortile di Francesco Assisi, le opere di Christo fotografate da Wolfgang Volz

da Enrico Sciamanna
ASSISI – Per il Cortile di Francesco si terrà dal 14 settembre ’17 al 7 gennaio 2018 la mostra Le opere di Christo fotografate da Wolfgang Volz, ospitata nel Chiostro dei morti della basilica di S. Francesco in Assisi, propone una serie di immagini di altissima qualità a testimoniare il lavoro pluriennale di Christo, insieme alla compagna Jeanne-Claude.

Si tratta di un’antologia di lavori eseguiti nel tempo dalla coppia di artisti che nel complesso rappresenta, tramite contrasti e analogie, significative tappe della loro relazione con la natura e le opere dell’uomo. Un percorso di notevole coerenza, che viene certificato dal fotografo grazie anche all’attenzione e al rispetto per le forme degli interventi, i colori, le luci.

Fin dagli esordi Christo ha inteso il proprio lavoro, espresso all’interno della environmental art, come un confronto con la natura: Surrounded Miami Islands, Valley Curtain in Colorado… e con i manufatti della storia, alcuni di essi dal valore fortemente simbolico, in quanto tracce di un passato che ha segnato decisamente il percorso umano recente e lontano, come il Reichstag a Berlino o Porta Pinciana a Roma, due prove dal connotato vigoroso.

Il binomio, con diversi ruoli, interviene con lo scopo di modificare la visione o addirittura per celare gli oggetti alla vista, tramite teli di plastica legati da corde che li occultano o, nel caso di grandi spazi, ne alterano la percezione creando una sorta di interrogativo sull’effettiva presenza degli stessi nel contesto, così da provocare attenzione, riflessioni, stupore, fino ad accogliere lo spettatore ad essere parte dell’opera e contemporaneamente a “svelarla”; un esempio per tutti il recente The Floating piers in cui Christo ha creato a proprie spese una passerella sul lago d’Iseo della lunghezza di alcuni chilometri, percorsa gratuitamente da 1.200. 000 persone che hanno provato l’emozione di camminare sulle acque, con l’allusione che il fatto comportava.

In questo e in altri casi l’azione di creazione, che evidenzia o nasconde allo sguardo, tra progettazione e messa in opera molto spesso ha una durata di anni, a riflettere il lungo periodo che impiega la natura (ma anche le architetture) ad assumere la forma.

Alcune idee, proprio per la complessità dell’intervento, sono ancora allo stato di gestazione, in attesa di essere realizzate. Di converso l’autore presagisce ed accetta l’inevitabile effimera durata del suo impianto, in analogia con la precarietà dell’esistere delle cose del mondo. Nelle realizzazioni e nelle mostre, tutte risultate di enorme spettacolarità, è comprensibile che si siano incontrate difficoltà.

Raramente l’artista e la sua compagna si sono espressi per assegnare un valore aggiunto alle installazioni: un atteggiamento rispettoso nei confronti dei fruitori che si sentono così liberi di far propria l’opera secondo la sensibilità, la cultura, l’inclinazione di ognuno.

www.cortiledifrancesco.it

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