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Primi Vespri della Dedicazione della Basilica di San Francesco

Dopo la preghiera dei Vespri i frati si sono recati in processione alla tomba del santo

Primi Vespri della Dedicazione della Basilica di San Francesco

Primi Vespri della Dedicazione della Basilica di San Francesco

ASSISI – Nella serata di questo martedì, 23 maggio, le Famiglie francescane presenti in Assisi si sono ritrovate per vivere insieme il primo dei momenti celebrativi per la Dedicazione – di cui quest’anno ricorre il 764° anniversario – della Basilica di San Francesco.

In comunione con i frati Minori Conventuali del Sacro Convento, i frati Minori della Porziuncola, i frati Minori Cappuccini della Curia provinciale dell’Umbria, i frati del Terz’Ordine Regolare e numerosi fedeli presenti, si sono introdotti alla preghiera dei Primi Vespri della festa liturgica con il rito del Lucernario nella Chiesa Inferiore della Basilica.

La preghiera dei Vespri è stata presieduta da padre Rosario Gugliotta, Custode della Porziuncola, che ha definito, quella odierna, una festa della famiglia francescana. “È bello per noi stare qui”, ha proseguito padre Rosario, “perché dedicare una chiesa è riservare un luogo al culto divino, ma come abbiamo sentito dal racconto del crocifisso di San Damiano che parlò a Francesco, siamo noi le pietre vive consacrate al culto di Dio: l’uomo vivente è culto gradito a Dio, noi siamo Tempio santo di Dio che può essere profanato – come ha ammonito diverse volte Papa Francesco – se se vi entra la mondanità. Dobbiamo, perciò, certamente custodire ed essere gelosi dei nostri luoghi sacri, riservandoli al culto di Dio, ma ancor più ricordarci di custodire noi stessi consacrati fin dal Battesimo”.

Poi padre Rosario ha fatto riferimento alla bellezza che appare su ogni parete e su ogni volta della stupenda Basilica, indicandola comunque come un riflesso, una sorta di materializzazione della bellezza della vita di Francesco d’Assisi. Da qui, e dalla consapevolezza che oggi il mondo guarda con grande speranza a san Francesco, l’esortazione ad essere noi fedeli a tanta bellezza, ad essere un riflesso – come lo fu il nostro Padre fondatore – del Cristo crocifisso e risorto, perché chi incontra un frate dovrebbe poter intercettare almeno qualcosa di Francesco d’Assisi, e quindi di Cristo che è Salvatore.

Dopo la preghiera dei Vespri i frati si sono recati in processione alla tomba del santo dove il presidente, a nome di tutti, ha letto una preghiera tratta dal Memoriale in desiderio animae (Vita Seconda, FF 817.820), per concludere con il canto dell’antifona Salve, Sancte Pater. Domani, mercoledì 24 maggio, sono previste altre celebrazioni e una visita guidata alla Basilica in serata, come da programma.

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