Istituto Serafico Assisi, diagnosi in quattro anni incrementate del 25 per cento

Tra i disturbi che interessano i più piccoli avanza anche lo spettro dell’autismo

Istituto Serafico Assisi, diagnosi in quattro anni incrementate del 25 per cento

Istituto Serafico Assisi, diagnosi in quattro anni incrementate del 25 per cento

ASSISI – Oggi, una delle paure più grandi dei genitori è rappresentata dallo spettro dell’autismoun disturbo del neurosviluppo (DNS), che secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel mondo interessa 1 bambino su 160. In Italia, si calcola che le persone affette da questa disabilità sono comprese tra le 300.000 e le 500.00. Eppure, nonostante i dati mostrino la necessità di avviare e consolidare politiche volte a migliorare la condizione di vita dei disabili, esistono alcune problematiche riconducibili allo spettro dell’autismo di cui si sa ancora molto poco e che, di conseguenza, rallentano le pratiche cliniche ad esse correlate.

L’autismo, è una disabilità che rientra tra i disturbi del neurosviluppo insieme a disabilità intellettive, disturbi della comunicazione, disturbo da iperattività e deficit dell’attenzione, disturbi specifici dell’apprendimento e del linguaggio. Questi tipi di disabilità richiedono una diagnosi e una presa in carico precoce e tempestiva al fine di limitarne l’interferenza sulla maturazione psicologica e comportamentale del bambino o dell’adolescente. I DNS, infatti, si manifestano nelle prime fasi dello sviluppo con conseguenti effetti negativi sulla quotidianità del bambino.

Negli ultimi quattro anni l’unità diagnostica dell’Istituto Serafico di Assisi ha rilevato un incremento dei disturbi del neurosviluppo con particolare attenzione a quelli dello spettro dell’autismo. Tra il 2013 e il 2017, all’interno della nostra struttura abbiamo riscontrato un aumento del 25% di bambini e ragazzi con problematiche collocabili nell’ambito dello spettro autistico. Solamente nel 2016 ben il 30,7% dei ragazzi che abbiamo valutato presentavano disturbi del neurosviluppo e il 5% di loro mostrava segnali rivelatori di disturbi dello spettro dell’autismo – ha dichiarato Sandro Eliseidirettore sanitario dell’Istituto Serafico di Assisi, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, celebrata in tutto il mondo il 3 dicembre, che ha il merito di accendere i riflettori sui temi dell’accessibilità e delle politiche sociali a favore dei diversamente abili che, specie nel nostro Paese, sono ancora troppo indietro.

L’autismo è un disturbo, per certi aspetti, ancora misterioso e solitamente si tende ad avere una visione cinematografica di questa patologia; tra i più noti, sicuramente c’è il film “Rain Man” dove Dustin Hoffman interpreta molto bene una delle tante forme di autismo dell’adulto, dove il funzionamento intellettivo particolarmente sviluppato si contrappone a difficoltà di comunicazione e relazione con gli altri. Tra le complicazioni che si incontrano in casi di autismo vi è la presenza di informazioni frammentate con annessi ritardi nella presa in carico di questa patologia, soprattutto per la mancanza di una rete tra i servizi. “Già a partire dal percorso di studi universitari dei futuri psichiatri si nota l’assenza di specifici programmi dedicati a approfondire meglio questo disturbo e di conseguenza, come rileva una recente indagine europea, la maggior parte degli operatori sanitari non nasconde il timore a lavorare con bambini e ragazzi con questa disabilità, a causa della mancanza di nozioni, competenze e strumenti adeguati che possono portare formulazioni sbagliate o ritardare percorsi terapeutici corretti” ha sottolineato il direttore sanitario dell’Istituto Serafico di Assisi, centro di eccellenza italiana ed internazionale specializzato nella riabilitazione, ricerca e innovazione medico-scientifica per i ragazzi con disabilità plurime gravi e gravissime.

 Nell’ultimo decennio, l’attenzione dei neuroscienziati sui disturbi del neurosviluppo si è riversata, soprattutto, sullo spettro dell’autismo evidenziando alcuni aspetti di questa problematica ancora troppo sottovalutati o addirittura ignoti ma, comunque, di massima importanza per la presa in carico dei pazienti. E’ stato rilevato, ad esempio, che i disturbi correlati allo spettro autistico  persistono per tutto il corso della vita di un individuo, con problematiche legate soprattutto al passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Non solo, in oltre la metà delle diagnosi esiste la contemporanea presenza di disturbi di tipo intellettivo, che compromettono il normale funzionamento personale, sociale, scolastico o occupazionale di un soggetto. Non mancano però casi anche di comorbilità plurime, cioè la presenza di più patologie in uno stesso soggetto.

Oggi i dati ci dicono che sono in aumento i casi di disturbi dello spettro dell’autismo – afferma il direttore sanitario dell’Istituto Serafico di Assisi – Questo in parte è spiegato dal fatto che si riesce a riconoscere meglio il disturbo e quindi si può intervenire tempestivamente anche sotto il profilo medico. Merito anche di un importante campagna di informazione e sensibilizzazione che ha saputo spiegare al meglio cos’è e quali sono i sintomi dell’autismo rispetto agli anni passati dove c’era il rischio che alcune specifiche sintomatologie venissero, erroneamente, associate ad altre forme di disturbo come quello psicomotorio, del linguaggio o ritardo mentale”.

I 10 SEGNI DA RICONOSCERE PER UNA DIAGNOSI PRECOCE DELLO SPETTRO DELL’AUTISMO

E’ possibile individuare alcuni aspetti caratteristici dell’autismo già a un anno di età. Quali sono i segnali che possono rimandare a un possibile disturbo?

1)      Le persone affette da autismo mostrano difficoltà con il contatto visivo e con la mimesi facciale, non riuscendo così a entrare in empatia con gli altri;

2)      il bambino mostra assenza di risposta al sorriso sociale, cioè la risposta attiva del piccolo ad uno stimolo piacevole;

3)      assenza di risposte di orientamento a stimoli sonori o al proprio nome, anche se pronunciato da persone famigliari;

4)      assenza del comportamento imitativo;

5)      difficoltà a seguire con lo sguardo oggetti in movimento;

6)      assenza di gesti comunicativi come indicare o salutare con la mano;

7)      difficoltà a seguire con lo sguardo il movimento di indicare delle altre persone;

8)      assenza di comportamenti appropriati per richiamare l’attenzione degli altri;

9)      difficoltà a mettere in atto giochi con altri bambini;

10)  difficoltà a richiedere aiuto o oggetti/attività desiderati;

LA MULTIDISCIPLINARIETA’ MEDICO E FAMIGLIA NEI CASI DI SPETTRO DELL’AUTISMO

Per un bambino con autismo la terapia non si limita solo all’ambito sanitario, ma è richiesto un approccio multidisciplinare. Infatti, il lavoro che viene svolto con i bambini e ragazzi con questa patologia si svolge nell’arco di tutte le 24 ore, sette giorni su sette grazie all’alleanza terapeutica tra diverse figure professionali e famiglia che lavorano in sinergia per raggiungere gli stessi obiettivi vale a dire migliorare l’autonomia del bambino nelle attività basilari, facilitare inclusione sociale e stimolarlo nella comunicazione.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*