Da Kirkuk ad Assisi, famiglia cristiana in fuga dall’Iraq incontra giunta

Gli Kmosh sono arrivati in Italia grazie all’impegno di don Mario Cornioli

Da Kirkuk ad Assisi, famiglia cristiana in fuga dall’Iraq incontra giunta. Assisi si conferma la città dell’accoglienza: nella giornata di domenica la famiglia  Kmosh è stata ricevuta in Comune dal sindaco Stefania Proietti, insieme agli assessori Valter Stoppini, Veronica Cavallucci, Claudia Travicelli, Eugenio Guarducci e Simone Pettirossi; presente anche don Mario Cornioli,sacerdote del patriarcato latino di Gerusalemme, e la presidente dell’Istituto Serafico, Francesca Di Maolo.

Cristiani iracheni cacciati da Kirkuk a causa della loro fede cristiana, gli Kmosh sono arrivati in Italia grazie all’impegno di don Mario Cornioli,sacerdote del patriarcato latino di Gerusalemme, e dei diplomatici, della Caritas e dell’Unhcr, e del Serafico, che grazie al progetto dei Letti di Francesco potrà prendersi cura della piccola Shosho, affetta dalla nascita da una paralisi cerebrale. La permanenza ad Assisi della famiglia irachena è possibile anche grazie al contributo della Caritas diocesana di Assisi – Nocera Umbra e Gualdo Tadino, che si occuperà dell’accoglienza, e al Sacro Convento di Assisi, che ha messo a disposizione una casa.

Il sindaco e l’amministrazione comunale hanno regalato ai sei ospiti generi di prima necessità e regali per i bambini, e si sono attivati affinché la più piccola possa frequentare sin da subito la scuola, che ha cominciato nei giorni scorsi, mentre per i due figli più grandi della famiglia è prevista l’attivazione di corsi di italiano (e il Comune lavorerà affinché la figlia più grande, pianista, possa essere inserita in una scuola di musica).

Il sindaco Stefania Proietti si è resa disponibile per qualsiasi evenienza, ringraziando il Serafico e la presidente Di Maolo per “il prezioso – e silenzioso – lavoro che l’Istituto svolge”. “Hanno lasciato ogni cosa, gli affetti, la propria casa, i propri sogni – ha detto Di Maolo – ora tutto inizia di nuovo. Noi possiamo aiutarli a credere in un futuro migliore”.

SERAFICO

Il Serafico, fondato nel 1871, è un modello di eccellenza italiana ed internazionale nella riabilitazione, nella ricerca e nell’innovazione medico scientifica per i ragazzi con disabilità plurime. Convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale per trattamenti riabilitativi residenziali, semiresidenziali ed ambulatoriali, il Serafico accoglie e cura ogni giorno 150 pazienti, provenienti da tutto il territorio nazionale, per un totale di 10.895 trattamenti riabilitativi e 12.322 trattamenti educativi-occupazionali all’anno (dati 2015). In una superficie complessiva di circa 10.000 mq, posta su di un’area di 40.000 mq, sono disponibili 70 posti letto in regime residenziale, 20 posti letto in regime semi-residenziale, oltre ad un servizio ambulatoriale e di valutazione diagnostica-funzionale. Le persone al servizio degli utenti sono 267: 162 dipendenti, 6 collaboratori e 99 volontari, che mettono in campo non solo capacità e competenze, ma anche un “capitale di umanità” in grado di entrare in sintonia con i pazienti.

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