Messaggio del vescovo di Assisi occasione della preghiera per la pace

VICINI AI NOSTRI AMICI MUSULMANI, DEPLORIAMO QUESTO ASSURDO FANATISMO CHE UMILIA LA RELIGIONE

Messaggio del vescovo di Assisi occasione della preghiera per la pace

Messaggio del vescovo di Assisi occasione della preghiera per la pace

ASSISI – Come ogni 27 del mese, anche in questo novembre vi invito a fare memoria, e in qualche modo a rivivere spiritualmente, ciascuno nella sua sede e comunità, lo storico incontro di preghiera delle religioni per la pace che si tenne in Assisi il 27 ottobre 1986. Proprio in memoria di quell’evento, un mese fa abbiamo vissuto nella Città di san Francesco giornate di preghiera con ben nove fratelli e sorelle rappresentanti di altrettante religioni, ritrovandoci anche nella riflessione organizzata dall’Istituto Teologico Assisano e in alcuni momenti di musica e danza legati a diverse espressioni ed esperienze religiose.

La sfida della pace ci incalza. Anche in questi giorni abbiamo visto immagini drammatiche di una pace ferita, offesa, colpita in tante parti del mondo. In particolare ricordo gli attentati del 20 novembre scorso in Nigeria nella moschea della città di Mubi con circa 50 vittime e quello del 24 in Egitto in una moschea del nord del Sinai con 235 vittime.

Siamo vicini ai nostri fratelli e sorelle di religione islamica e deploriamo con loro questo assurdo fanatismo che umilia insieme la religione – ogni religione! – e la dignità umana. Come cristiani, siamo poi invitati a riflettere sul fatto che ad essere colpiti sono stati gli stessi musulmani in un luogo di preghiera. Non è lecito confondere il fanatismo fondamentalista con un’intera religione!

In questo stesso periodo è stato anche assegnato il Premio Nobel per la pace che sarà consegnato tra pochi giorni alla Coalizione internazionale contro le armi nucleari. Si è raggiunto il grande obiettivo di un accordo a livello mondiale, ovvero di Nazioni Unite, sulla messa al bando di questo tipo di armi che rappresentano una seria minaccia per l’intera umanità: qualcosa di veramente irrazionale, una “follia” ( “alienum est a ratione”), diceva Giovanni XXIII nella Pacem in Terris. Di qui l’invito a pregare e ad agire nei luoghi e nelle modalità opportune affinché tutte le nazioni che producono e/o possiedono tali armamenti aderiscano e che anche il nostro Paese, che finora se ne è astenuto, possa firmare.

Per ultimo Papa Francesco ci ha fatto dono del messaggio per la 51ma Giornata Mondiale della Pace che ha come tema: “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace”. Siamo chiamati alla preghiera, all’accoglienza e al riconoscimento di questi nostri fratelli e sorelle come cercatori di pace.

Che queste intenzioni diventino il cuore del nostro appuntamento mensile di preghiera per la pace in comunione con tutta la ricchezza delle espressioni di fede sparse in seno all’umanità e diventino nostro costante impegno nella costruzione della pace che è dono dell’unico Dio.

 

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