Assisi, M5s, “La povertà non è una tantum”

La povertà non è un evento che si verifica sporadicamente, è una piaga sociale che va affrontata

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Assisi, M5s, “La povertà non è una tantum”. Il 29 agosto si è tenuto un incontro alla Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli con l’assessore regionale alla Coesione sociale e al Welfare Luca Barberini (PD), per presentare il nuovo Piano Sociale Regionale e le politiche di integrazione ed inclusione sociale. In tale occasione è stato presentato il Sistema per l’Inclusione Attiva (SIA), una nuova misura NAZIONALE di contrasto alla povertà istituita con la legge di stabilità del 2016 e rivolta a tutte quelle famiglie con un ISEE annuo inferiore o uguale a 3.000 euro.

Come è intuibile, si tratta di una misura che interesserà l’intero territorio nazionale e non riguarda di certo la “ritrovata sinergia tra l’Amministrazione comunale assisana e l’istituzione regionale” dichiarata dal sindaco Proietti. Il SIA non di certo merito o iniziativa del Primo Cittadino di Assisi che invece, nell’ambito di quelle che sono le sue competenze e possibilità, ha scelto di affrontare il problema della povertà con l’elargizione di un contributo una tantum compreso tra 300 e 500 euro.

La povertà non è “una tantum”, non è un evento che si verifica sporadicamente, è una piaga sociale che va affrontata con interventi seri, strutturati e continuativi. L’iniziativa comunale risulta più una mancia per non ben precisati destinatari piuttosto che un piano di assistenza serio e concreto.
Da ora le famiglie indigenti italiane percepiranno un contributo base di circa 80 euro mensili a componente, lo stile del nostro Presidente del Consiglio ancora risente degli “intramontabili” 80 euro, di fatto questo provvedimento risponde alla povertà con un’improponibile ed inadeguata elemosina.

Una riforma completa, tesa ad eliminare il senso di precarietà e di incertezza lavorativa, proviene invece dal disegno di legge sul Reddito di Cittadinanza, presentato dal Movimento 5 Stelle. Il reddito di cittadinanza è finalizzato al sostegno di tutti i cittadini residenti nel territorio nazionale, con questa manovra sarà garantito il raggiungimento di un reddito minimo totale di 780 euro mensili (soglia di povertà stabilita dall’Istat).

Ci appelliamo al buon senso, non saranno 80 euro a migliorare la qualità delle famiglie in difficoltà ed è assurdo pensare che sia un’iniziativa di cui andare fieri, una proposta come il reddito di cittadinanza invece, può garantire la dignità delle persone e favorire il dovuto riscatto sociale.
Movimento 5 Stelle Assisi

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