Nomina assessore Travicelli, parole di “fuoco” da parte di Luigino Ciotti

Ciotti: "Quella nomina è vergognosa, fatta con un accordo sottobanco"

Nomina assessore Travicelli, parole di "fuoco" da parte di Luigino Ciotti

Nomina assessore Travicelli, parole di fuoco da parte di Luigino Ciotti. da Luigino Ciotti ex candidato sindaco lista @ SINISTRA – Passate le elezioni e fatta la giunta di Assisi, con tranquillità ma con molta chiarezza, vorrei tornare sulla nomina ad assessore di Claudia Travicelli che, se pur ha suscitato scandalo, rischia di passare nel dimenticatoio ed è invece una questione fondamentale per chi persegue il rinnovamento politico (tanto più se parla di progetto civico), il rispetto della volontà dei cittadini-elettori e l’etica che, nella città di Francesco, direi che non è fuori luogo.

Quella nomina è vergognosa, fatta con un accordo sottobanco, perché è contro la politica con la P maiuscola mentre è proprio identica alla vecchia politica, quella che tutti noi indistintamente diciamo di voler eliminare, come nel Parlamento Italiano dove in questa XVII legislatura ci sono stati 252 cambi di casacca (Luigi Compagna ben 5 volte).

Quella scelta è la legittimazione politica e giuridica del trasformismo politico malattia endemica della politica italiana e come dice un proverbio “Per far strada in politica tutte le scarpe vanno bene”.

Non si può accettare e l’indignazione per un atto simile è non solo sacrosanta ma dovrebbe rimettere in discussione la scelta.

I doppi ed i tripli salti mortali si possono fare in ginnastica ma non in politica, anche se convenienti, perché il candidato eletto non è il rappresentante solo di se stesso ma anche dei suoi votanti che si ritrovano gabbati della loro fiducia e stravolto il loro pensiero.

Si può cambiare idea, partito e schieramento ma con i tempi lunghi dei processi culturali e non della rapidità dell’acquisto di un nuovo prodotto al supermercato.

La Travicelli è stata eletta con una lista e doveva coerentemente difendere in consiglio comunale le idee ed i votanti di quella lista.

Invece la voglia di poltrona che l’aveva già fatta passare da aspirante candidato sindaco dell’intero centrosinistra all’appoggio pieno al sindaco Ricci, prima, e Lunghi, dopo, gli ha fatto superare ogni limite politico e decenza umana da elemosinare (ma non è sostenitrice della delibera che lo vieta nei luoghi di culto/potere ?) un passaggio ancora alla corte della sindaca Proietti che è stata la più fiera oppositrice, durante la campagna elettorale, dell’ex sindaco e candidato sindaco della Travicelli.

Così da commessa è diventata anche lei una professionista della politica, anche senza averne le qualità, tanto da prendere l’aspettativa dal lavoro precedente. Complimenti!

Forse la campagna elettorale, poco francescana e poco attenta alle povertà attuali, gli era costata troppo (vela, programma, facsimile, santini, manifesti a colori prima e dopo, ecc..) scoprendo che il rapporto costi-benefici era assolutamente sproporzionato per un semplice consigliere comunale che ha solo i gettoni di presenza.

Il problema però non è lei ma chi gli ha permesso di fare questo e scempio del rispetto dell’elettorato e della politica, quella vera e non quella declamata e recitata. Ma non era stato sbandierato ai quattro venti che nelle liste del sindaco vincente c’erano le migliori energie e professionalità della città?. Come mai allora si è scelto, come assessori, chi era nelle liste avversarie o fuori dalle liste e dalla città?. Nulla di personale, è solo un’idea della politica per la quale da sempre ci battiamo, senza rinunciarci per il futuro, e che tutti i cittadini dicono di volere.

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3 Commenti su Nomina assessore Travicelli, parole di “fuoco” da parte di Luigino Ciotti

  1. Carissimo Luigino,
    RIBADISCO A CHIARE LETTERE QUANTO DETTO IL 17 GIUGNO, giorno in cui si è palesata l’adesione al “progetto civico – PD – Proietti” da parte del Candidato Consigliere Travicelli.
    ASSOLUTA MALAFEDE, OPPORTUNISMO, IPOCRISIA, evidente prima nell’adesione al Progetto di Lunghi (centro-destra) ed ora in Giunta Proietti (civico – rosso – relativo): forze politiche che in campagna elettorale si sono viste contrapposte, hanno ora trovato un’intensa…. Chi prima si avversava ha poi trovato larghe intese! In amore, in guerra… e in politica (?!)… tutto sembra essere lecito, in barba al rispetto che i Cittadini meritano!!!
    SCELTE VERGOGNOSE!!!
    DOVE STANNO TRASPARENZA DELLE INTENZIONI, RISPETTO PER I CITTADINI, LE COMPETENZE E IL MERITO DI CUI TANTO ABBIAMO SENTITO PARLARE???!!!
    Così il Sindaco Proietti, paladina della “discontinuità” e del RINNOVAMENTO diventa emblema di “opacità”, di “vecchia” politica…ed accoglie nella propria Giunta, a braccia aperte, colei che fino al 5 giugno aveva sposato idee e valori di centro-destra, e che dopo il 5 giugno con molta disinvoltura si è schierata a sostegno del “rinnovamento finto civico”.
    Si è trattato di un garbuglio inestricabile, dove l’Elettore del primo turno non ha avuto il pieno diritto di conoscere la traiettoria e la finalità della propria preferenza.
    GRIDARE VERGOGNA E’ IL MODO PIù PACATO PER ESPRIMERE LO SDEGNO!!!

  2. Luigino Ciotti da politico navigato può dire quel che vuole e fare legittimamente tutte le sue valutazioni personali e politiche. La polemica anche virulenta ci sta tutta; certo è che, da un esponente della cosiddetta sinistra egalitaria, accennare al lavoro da commessa dell’assessore all’istruzione è quanto meno una caduta di stile, senza aggiungere altro.

  3. Sig. Sergio lei è molto lontano dalla verità se pensa che io davo accezione negativa al lavoro di commessa perchè per me tutti i lavori leciti hanno la stessa dignità e valore. Per le mie idee non faccio differenza per il lavoro che uno ha, il titolo di studio o i soldi. Giudico le persone per i valori che esprimono, solidarietà , giustizia, onestà, eguaglianza, dignità, ecc…
    Ho usato la parola commessa solo perchè è il suo lavoro e non potevo usarne un’altra. Il concetto che esprimevo era un’altro, sul professionismo della politica a questi livelli e probabilmente lei è d’accordo con me come quasi la totalità degli italiani. Senza aggiungere altro.

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