Nonna Peppina, Travicelli e Ciancaleoni, un dissequestro a ostacoli

Occorrono una proroga e una modifica al decreto per velocizzare la regolarizzazione

Nonna Peppina, Travicelli e Ciancaleoni, un dissequestro a ostacoli

Con profondo stupore e amarezza abbiamo appreso da Gabriella Turchetti, figlia di Nonna Peppina, che il Gip di Macerata ha respinto l’istanza di dissequestro della casetta di legno, a causa della mancanza di documentazione – affermano Claudia Maria Travicelli e Vittorio Ciancaleoni -. Gabriella chiosa “Ci si aspettava per Natale o forse per l’Epifania il regalo più atteso, il dissequestro della sua casetta che le avrebbe consentito di farvi ritorno, invece è arrivata la notizia del respingimento di tale istanza in attesa che vengano perfezionate le procedure richieste dalla norma di legge“.

Ricordiamo che alla fine dell’anno era stato approvato il D.L.148/2017 che consente la regolarizzazione temporanea degli immobili, realizzati nel periodo compreso tra il 24 agosto 2016 e il 24 agosto 2017, in assenza di titolo abilitativo da coloro i quali, nell’immediatezza del sisma, si siano trovati nell’urgente necessità di reperire una soluzione abitativa per essere stata la loro abitazione dichiarata inagibile.

Abbiamo voluto pertanto approfondire la vicenda e la natura degli ostacoli al rapido dissequestro della casetta di legno di Nonna Peppina e allo sblocco dell’attuale situazione di stallo, per la regolarizzazione di tutti gli immobili nelle aree terremotate che sono nella medesima situazione.

E’ emerso che il Decreto approvato ha previsto 7 condizioni, che devono essere rispettate per presentare la domanda di regolarizzazione. In particolare è richiesto che: 1) il richiedente sia proprietario, o parente entro il terzo grado, dell’immobile dichiarato inagibile a seguito del sisma; 2) il richiedente sia proprietario, o parente entro il terzo grado, dell’area su cui è stato realizzato l’immobile in assenza di titolo abilitativo; 3) l’area in questione sia edificabile e ricada all’interno del cratere sismico; 4) la volumetria dell’immobile realizzato in assenza di titolo non sia superiore a quella dell’immobile dichiarato inagibile; 5) il richiedente presenti, contestualmente alla comunicazione di regolarizzazione, la domanda di accesso ai contributi per la ricostruzione dell’immobile dichiarato inagibile; 6) il richiedente non disponga a qualsiasi titolo di altra unità a uso abitativo libera e agibile nel medesimo Comune; 7) il nuovo edificio risulti adibito ad abitazione del richiedente e del suo nucleo familiare convivente sulla base delle risultanze anagrafiche o di un parente entro il terzo grado.

Inoltre è previsto che la domanda di regolarizzazione deve essere presentata, entro il termine perentorio del 31 gennaio 2018, scaduto il quale gli interessati perderanno la possibilità di regolarizzare quanto abusivamente realizzato.

E’ proprio la condizione 5 (che alla domanda di regolarizzazione deve essere allegata la domanda di accesso ai contributi corredata dal progetto, computo metrico e allegati), che, di fatto, blocca la possibilità di regolarizzare gli immobili in tempi rapidi. La famiglia di Nonna Peppina sta predisponendo il progetto per la ristrutturazione della casa in muratura inagibile cui è legata la sanatoria, ma è ancora tutto in alto mare, si può procedere con un intervento di recupero del singolo immobile o si era pensato anche a una perimetrazione dell’intero borgo, eventualità che richiederebbe tempi ancor più lunghi.

Il sindaco di Fiastra Claudio Castelletti, sentito riguardo alla vicenda, ha affermato che “è necessario che il Commissario Straordinario autorizzi innanzitutto una proroga del termine fissato al 31 gennaio 2018 per la presentazione delle domande di regolarizzazione e inoltre che sia adottato un provvedimento che renda non tassativa la condizione della contestuale avvenuta presentazione di domanda a contributo, in considerazione dei lunghi tempi necessari a redigere correttamente i progetti esecutivi e tutta la relativa documentazione”.

Unendoci alla richiesta del sindaco di Fiastra anche noi auspichiamo che quanto prima siano adottati i citati provvedimenti, per giungere a una rapida soluzione della vicenda, per tutti i cittadini delle aree terremotate in situazioni di disagio e per far sì che Nonna Peppina possa presto finalmente coronare il suo sogno di tornare nel suo territorio dove ha vissuto da sempre.

Claudia Maria Travicelli,

Vittorio Ciancaleoni

(ex Assessori del Comune di Assisi e di Spello)

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1 Commento

  1. Burocrazia, burocrazia, burocrazia…..Italia altro non é.
    La logica é fuori dal nostro Paese, chi scrive le Leggi é forse un marziano???

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