Primi d'Italia

Padre Enzo Fortunato, Sanremo italiani, ‘Buongiorno Dio. Lo sai che ci sono anch’io’

La scelta dei pezzi in gara sembra un po' raccontare i loro bisogni più profondi

enzo fortunato - sala stampa
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Padre Enzo Fortunato, Sanremo italiani, ‘Buongiorno Dio. Lo sai che ci sono anch’io’ ASSISI – Desidero condividere con voi un’esperienza, quella fatta dai centri di accoglienza per migranti in Italia che si impegnano ogni giorno in un percorso serio, non solo rivolto alle prime necessità di chi fugge da miseria e disperazione, ma anche proponendo un processo in cui l’obbiettivo è l’integrazione nel tessuto sociale italiano. Ma non è questa la notizia, la vera notizia è il modo nuovo e molto francescano di integrare i talenti di ognuno, attraverso la musica.

Si tratta della seconda edizione proposta dalla Cooperativa Auxilium. Un evento nato per gioco quello del “SanRemo Italiani”, un titolo che non ha bisogno di troppe spiegazioni e che già da solo racconta la sua aspirazione. Il concorso canoro ha visto la partecipazione di dodici finalisti. I ragazzi hanno cantato i grandi successi della canzone melodica e pop italiana permettendogli, attraverso un “gioco”, di conoscere la tradizione musicale del nostro paese e non solo, di imparare la lingua italiana.

La scelta dei pezzi in gara sembra un po’ raccontare i loro bisogni più profondi: “Felicità” di Al Bano e Romina Power e la nota “Italiano Vero” di Toto Cutugno che mi ha colpito in una frase in particolare, forse per noi scontata ma che detta da questi ragazzi, che spesso hanno perduto tutto, assume e apre squarci sul vissuto di milioni di profughi: “Buongiorno Dio, lo sai che ci sono anch’io”. Ecco, questa iniziativa spero possa coinvolgere Carlo Conti, proprio a lui vorrei chiedere “che ne pensi?” Sembra pane per il loro e il tuo talento e far conoscere “un’altra musica”.

VIDEO http://www.sanfrancescopatronoditalia.it/video/SanRemo-Italiani-2906

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