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Santa Maria degli Angeli, Fiori, ceramiche, edicole e pittura alla Porziuncola

Il Custode della Porziuncola ha rievocato il racconto dell’episodio in cui Francesco chiese e ottenne quello che oggi conosciamo come “Perdono di Assisi”

Santa Maria degli Angeli, Fiori, ceramiche, edicole e pittura alla Porziuncola

Santa Maria degli Angeli, Fiori, ceramiche, edicole e pittura alla Porziuncola
ASSISI – Ieri pomeriggio, nel chiostro grande del Convento Porziuncola, c’è stata l’apertura ufficiale dell’iniziativa “Le Rose per-dòno”. P. Danilo Reverberi ha introdotto l’inaugurazione dell’evento illustrando la sequenza logica con cui sono state allestite e ordinate le scene del Cantico delle Creature addobbate da composizioni floreali, in modo tale da rivelare il cuore.

Per comprendere il cuore dell’esperienza di Francesco d’Assisi alla Porziuncola, che quelle scene rappresentano, bisogna partire dalla spogliazione, la rinuncia ai beni e alle ricchezze mostrata nel contrasto tra una tavola imbandita e la povertà di un Francesco inginocchiato a terra con una semplice ciotola con del pane e dell’acqua. Segue il Tau, il simbolo francescano per eccellenza, accompagnato da un’altra scena, una preghiera, molto significativa che rimarrà nel cuore di chi le concederà del tempo. Poi ci immergiamo nella terra, che è il momento forte dell’esperienza di Francesco, con i quattro elementi della terra, anch’essi rappresentati insieme a delle rondini e ad altri animali.

Lasciato questo mondo Francesco s’immerge nell’esperienza della morte, per cui c’è una scena che rappresenta questo passaggio delicato della vita di ogni uomo. Ma per Francesco la morte non è altro che un passaggio che da questo mondo ci permette di entrare nell’eternità di Dio. E alla fine, cosa ci lascia Francesco in eredità? Il dono di Francesco d’Assisi è del Perdono, rappresentato attraverso quattro scene straordinarie: “voglio mandarvi tutti in Paradiso”!

Durante il saluto di benvenuto, il Custode della Porziuncola, p. Rosario Gugliotta, ha rievocato il racconto dell’episodio in cui Francesco chiese e ottenne quello che oggi conosciamo come “Perdono di Assisi” e di cui celebriamo l’VIII Centenario. Un fatto in cui la rosa sembra essere, scena dopo scena, un addobbo quasi essenziale: la troviamo subito dopo la tentazione, quando Francesco si gettò nudo nei rovi che mutarono in rose che continuano a nascere senza spine solo alla Porziuncola, le troviamo come offerta a Maria quando ottiene dal Figlio Suo l’Indulgenza della Porziuncola, e le ritroviamo come offerta al Papa che confermerà il dono divino dell’indulgenza plenaria per la piccola chiesa di Santa Maria degli Angeli.

Da quel giorno, ha proseguito p. Rosario, si è aperta una sorgente – alla Porziuncola – dalla quale si sono dissetate milioni di persone che hanno attinto gratuitamente alla grazia di Dio. Ha poi concluso aggiungendo il desiderio di gioire di questo dono che Francesco ha fatto a tutti noi, proprio attraverso la rosa, al centro dell’evento oggi inaugurato, che continua ad avere un affascinante legame con il Perdono, quasi a dirci il “profumo” della grazia di Dio.

Dopo aver ringraziato tutte le associazioni che hanno contribuito all’evento (la Scuola Italiana Arte Floreale, la Pro-loco e gli Artigiani ceramisti di Deruta, gli autori delle infiorate di Spello – che realizzarono la splendida infiorata sulla rampa della Basilica in occasione della visita di Papa Francesco – e di Cannara, l’A.P.I. Umbria e l’Istituto Alberghiero di Assisi), padre Rosario ha dato la parola al Sindaco di Assisi, Stefania Proietti, che ha esordito ringraziando a sua volta innanzitutto i frati della Porziuncola, insieme a tutti gli altri già nominati. Il primo motivo di gratitudine è stato posto nel fatto che eventi come questo riportano all’immagine di bellezza e di armonia che promana dalle rose e dagli altri fiori utilizzati per le decorazioni. Un altro motivo sta nella meravigliosa sinergia che vede coinvolti ambienti della Basilica e ambienti pubblici, una comunità che è una, composta dai frati, eredi di San Francesco, e la comunità civile che lavorano insieme per il bene comune. Ne deriva un’immagine della città – ha concluso il Sindaco – che da speranza, perché appare come un giardino da cui possono fiorire altre iniziative analoghe e anche tanta santità, che San Francesco mostra essere alla portata di ogni uomo.

Infine un brevissimo saluto anche da parte di Daniela D’Auria, Presidente della Scuola Italiana Arte Floreale, e di Moreno Landrini, Sindaco di Spello. Il chiostro della Porziuncola, le 29 qualità di rose in esposizione al Roseto e la mostra fotografica sulle edicole mariane sono aperte in questi giorni a tutti i visitatori della Porziuncola.

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