Shimon Peres, Luigino Ciotti: “Non è stato un grande uomo di pace”

Shimon Peres è stato definito da tutta la stampa e la politica internazionale per un lunghissimo periodo un falco

Shimon Peres, Luigino Ciotti: "Non è stato un grande uomo di pace"

Shimon Peres, Luigino Ciotti: “Non è stato un grande uomo di pace” . Da Luigino Ciotti – ex candidato sindaco della lista @ sinistra – Leggo oggi un comunicato degli amministratori di Assisi con dichiarazioni della sindaca Stefania Proietti e dell’assessore Simone Pettirossi sulla morte di Shimon Peres che nel 2012 è stato fatto per la Pace Cittadino Onorario di Assisi e nel 1994 ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace. Leggo affermazioni di questo tipo che è un grande “Uomo di Pace”, di perdita di uno dei più grandi Uomini di Pace del nostro tempo

“Personaggi come il leader israeliano Shimon Peres ci insegnano che è sempre opportuno provare a fare un passo in avanti verso il dialogo
su cui non concordo assolutamente. Le persone vanno giudicate non solo per un periodo della loro esistenza, in questo caso la parte più breve, ma va dato un giudizio d’insieme per quello che hanno fatto in tutta la loro vita.

Ebbene Shimon Peres è stato definito da tutta la stampa e la politica internazionale per un lunghissimo periodo un falco. Prima del 1977 (aveva già 54 anni) si diceva contrario a ogni compromesso con i palestinesi.Shimon Peres è stato l’architetto del patto con la Francia che portò alla guerra di Suez nel 1956 e alla costruzione della potenza nucleare israeliana e della colonizzazione dei territori che furono un ostacolo ai tentativi verso un cammino di pace voluti da Rabin ma avversati da Peres che allora era ministro della difesa.

Non pose un freno alle avventure militari quando, dopo l’assassinio di Rabin, diventò premier a interim fino alle elezioni che perse di misura contro Netanyahu nel 1996. Autorizzò azioni dei servizi segreti che provocarono una escalation del terrore e nel corso di una tristissima settimana portò avanti un’offensiva in Libano culminata con il massacro di cento civili a Qana.

* cito da Wikipedia: L’11 aprile 1996 in qualità di Primo Ministro autorizzò un massiccio attacco aereo denominato Operazione grappoli d’ira come rappresaglia per il lancio di razzi Katyusha in territorio israeliano sparati da miliziani Hezbollah dopo l’uccisione di due appartenenti al gruppo da parte dell’esercito israeliano. Il 18 aprile l’aeronautica israeliana bombardò una base delle Nazioni Unite dove si erano rifugiati 800 civili uccidendo 102 persone e ferendone altre 120, l’avvenimento prese il nome di Strage di Cana..

Senza farla troppo lunga mi pare di aver dato elementi sufficienti per non esprimere un giudizio così positivo, anzi direi di esaltazione, su tale controversa figura per noi che abitiamo nella cosiddetta città della Pace.
Vorrei aggiungere che per me, per quanto mi riguarda, non l’avrei mai fatto cittadino onorario di Assisi né premio Nobel per la Pace ma le logiche dei poteri evidentemente sono altre dalle mie convinzioni.
Premiare con il Nobel per la Pace nel 1964 Martin Luther King, nel 1979 Madre Teresa di Calcutta, nel 1984 Desmond Mpilo Tutu, nel 1991 Aung San Suu Kyi, nel 1992 Rigoberta Menchú Tum, nel 1993 Nelson Mandela, nel 2004 Wangari Maathai, nel 2006 Muhammad Yunus, nel 2014 Malala Yousafzai o magari premiare Gino Strada di Emergency è la vera coerenza di chi lotta per la pace, ma il Nobel a Peres per chi ha speso buona parte della sua vita per la guerra e notevoli risorse economiche per tale mostruosità mi pare fuori luogo e non è il caso che l’intera cittadinanza si debba ritrovare in queste logiche che a mio avviso non sono coerenti con lo spirito e l’immagine di Assisi.
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