Sicurezza degli edifici pubblici e rischio sismico “protezione e innovazione”

Sicurezza degli edifici pubblici e rischio sismico “protezione e innovazione”
ASSISI – Il Club Lions di Assisi prosegue la propria attività attraverso un meeting su un tema di forte attualità:  Sicurezza degli edifici pubblici e rischio sismico ” protezione e innovazione”, tenutosi presso la sala conferenze di ” Casa Leonori”in S. Maria Degli Angeli.

Ha partecipato come illustre relatore il Prof. Ing. Marco Mezzi docente di Tecnica delle Costruzioni presso il Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale dell’Università degli studi di Perugia, Ing. Gianluca Fagotti officers di Club e Presidente Comitato Distrettuale Sviluppo e Infrastrutture, presente, inoltre, il Sindaco diAssisi Stefania Proietti ed il consigliere comunale Federico Masciolini.

Ha introdotto la giornata la Presidente del Lions la dott.ssa Paola Bastianini che  ha voluto sottolineare la particolare sensibilità del club su temi così importanti che riguardano gli edifici pubblici e sul come garantire la  sicurezza dei cittadini, con particolare attenzione agli edifici scolastici.

La protezione dal terremoto negli edifici passa ormai per l’isolamento sismico, afferma Gianluca Fagotti, e l’Umbria ha già maturato esperienze in tal senso. Il rischio sismico è legato a tre aspetti fondamentali: la pericolosità geologica legata al terreno;  l’esposizione che  riguarda il contenuto degli edifici cioè le persone che utilizzano gli  stessi;  e la vulnerabilità che è la caratteristica entrinseca degli edifici legata alla  tipologia costruttiva degli stessi, all’età di costruzione ed alla conseguente propensione a subire danni in fase sismica, ed è quest’ultimo fattore sul quale possiamo intervenire per ridurre la stessa vulnerabilità attraverso interventi volti a limitare cinematismi di collasso strutturale e di conseguenza distruttivi.

Il prof. Marco Mezzi ha voluto innanzitutto precisare che : i danni che possono verificarsi durante il terremoto sono sempre danno attesi e che non esiste una antisismicita totale degli edifici; le progettazioni mirano difatto a tutelare le persone che utilizzano gli stessi attraverso l’obiettivo di impedire il collasso strutturale e permettere di liberare gli stessi salvaguardandone la vita, tuttavia questo non significa assenza totale dei danni.

Attraverso immagini esplicative sempre il prof. Mezzi ha riportato uno studio effettuato su un edificio scolastico che, partendo dall’analisi puntuale dello stato attuale e quindi delle caratteristiche geometriche e costruttive anche particolarmente diverse a causa di vari interventi subiti nell’arco di decenni, ha dapprima determinato le criticità e quindi la vulnerabilità dello stesso, intesa come la propensione al danno durante il terremoto; successivamente si è proceduto alla progettazione degli interventi strutturali, realizzati in più periodi in base  alla disponibilità di risorse pubbliche, e che hanno visto opere di incatenamento e solidarizzazione delle varie masse costituenti la struttura, oltre ad altri interventi puntuali.

Tutti interventi mirati ad aumentare la vita residua  dell’edificio, considerando il livelli di vulnerabilità e la probabilità che l’evento sismico si verifichi.

Tuttavia il prof. Mezzi ritene che, avendo disponibilità di risorse economiche, la migliore metodologia per aumentare  la vita di un edificio è quella di  adottare interventi  innovativi di protezione sismica  integrale, attraverso l’inserimento di elementi  che disconnettono l’edificio dal movimento sismico definiti isolatori sismici  elastomerici a livello di fondazione.

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