Con il Cuore

La Spogliazione di Francesco, con la Santa Messa inaugurato il Santuario

Questo santuario invoca una Chiesa che, come Francesco d’Assisi, risplenda pienamente di Cristo e non abbia paura di gridare il vangelo

La Spogliazione di Francesco, con la Santa Messa inaugurato il Santuario

La Spogliazione di Francesco, con la Santa Messa inaugurato il Santuario

ASSISI – Inaugurato il Santuario della Spogliazione ad Assisi. Come da programma, la giornata di inaugurazione si è aperta con la santa messa alle ore 18 presieduta dal vescovo monsignor Domenico Sorrentino, concelebrata dai rettori dei santuari diocesani e animata dal coro e orchestra della “Cappella musicale di San Rufino” diretta da Lucio Sambuco, organista Carlo Abbate.

È stato inaugurato ufficialmente, in un clima di elevata spiritualità, il nuovo Santuario della Spogliazione di Assisi. Sabato 20 maggio in una chiesa gremita delle massime autorità civili, religiose, militari e di tanti fedeli il vescovo monsignor Domenico Sorrentino ha presieduto la santa messa e compiuto tutti i gesti di rito per la benedizione del nuovo Santuario. All’inizio della celebrazione sono stati letti il decreto di erezione del nuovo Santuario e parte della lettera che Papa Francesco ha inviato al vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino monsignor Domenico Sorrentino.

La santa messa è stata anche concelebrata dall’arcivescovo monsignor Marcello Bartolucci, segretario della congregazione delle cause dei Santi e da frate Antonio Belpiede, procuratore generale dell’ordine dei frati minori.

Nell’omelia il vescovo Sorrentino ha ribadito quello che il santuario vuole rappresentare dando una sferzata alla politica, ai rappresentanti della finanza, alla chiesa stessa perché tutti “tornino ad interrogarsi. Un santuario che ci impegna tutti. Torni ad inquietarci la parola detta dal giovane Francesco nell’atto della spogliazione: ‘D’ora in poi non dirò più padre Pietro di Bernardone, ma Padre nostro che sei nei cieli’”.  E ancora un appello ai potenti del mondo “a deporre una volta per tutte gli arsenali nucleari, le mine anti-uomo, il commercio di armi che sono la vergogna di un’umanità che vive allegramente sull’orlo del baratro, sottraendo pane e dignità a milioni di esseri umani.
Vorrei che qui – ha continuato – venissero i mafiosi a deporre la loro prepotenza omicida che fa scorrere sangue e avvelena le fibre intime della società e dell’economia. Vorrei che qui venissero i burattinai della finanza internazionale a deporre i loro irresponsabili giochi che creano nel mondo globale disoccupazione, povertà e  disagi di una infinità di esseri umani colpevoli solo di essere nati poveri. Vorrei che tra queste mura, che trasudano le note del Cantico di frate sole – ha continuato monsignor Sorrentino – si fermasse quell’irresponsabile tirannia sull’ambiente che causa enormi e forse irreparabili danni che ancora una volta schiacciano le esistenze più deboli, le costringono ad emigrazioni violente e desertificano le fonti vitali dell’umanità.
Vorrei che in questi ambienti che furono testimoni di un dramma di famiglia tutto giocato sul sì o sul no  al dio – denaro  venissero tanti parlamentari, uomini della scienza e dell’informazione,  a interrogarsi sulla loro responsabilità di promuovere una legislazione e una cultura poste tutta a servizio della pace, della famiglia e della vita, e mai complici dell’assassinio di esseri umani fin dal grembo materno e nella loro fragilità dovuta all’età e alla condizione fisica. Ce n’è per tutti. Ma ce n’è innanzitutto per noi comunità cristiana.
Come papa Francesco ci ha ricordato, anche come Chiesa – ha sottolineato con forza – abbiamo tanto da cambiare. Siamo una Chiesa  che ha bisogno di spogliarsi di storici fardelli di potere e di possesso, che ha bisogno di smettere la presunzione di mettersi sul piedistallo per farsi umile lievito di fraternità, che dev’essere ancora più pronta a fare   spazio agli ultimi, non accontentandosi delle opere – segno della Caritas, per diventare una famiglia di famiglie, in cui ogni fratello bisognoso, di qualsiasi colore e continente, possa trovare  una mensa, una casa, un cuore”. Al termine della cerimonia i parrocchiani di Santa Maria Maggiore hanno donato al vescovo un pergamena di ringraziamento per l’erezione del nuovo Santuario.

Padre nostro che sei nei cieli».

Print Friendly

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*