Turismo Assisi, viaggio tra le mura urbiche, viatico tra promesse e realtà

Intanto le gite scolastiche fanno flop

Assisi, le attività posso usare ombrelloni, non è aumentata la Tosap

Turismo Assisi, viaggio tra le mura urbiche, viatico tra promesse e realtà 
Di Lorenzo Capezzali
ASSISI – Viaggio tra le mura urbiche per un turismo che non c’è ad Assisi. Sensazioni e progetti, scommesse e certezze  attraverso la voce di addetti ai lavori e del sistema d’impresa a poche settimane dall’apertura della stagione dove la scommessa principale rimarrebbe  quella del web store, un integratore salutare a detta di alcuni per il rilancio del maggior cespite di guadagno del territorio, quel turismo che manca da anni nella graduatoria dei valori occupazionali e di ricavo della gente.

Strategie programmatiche a parte, il management istituzionale e privato cerca di combinare numeri futuri ben più prestigiosi di adesso giocando di fantasia e di realismo sul concetto d’attrazione e novità. Il quadro d’insieme si presenta comunque dinamico nel mirino di osservatori ed opinionisti con la ricerca di propositi accattivanti per esorcizzare il i confusi operatori economici di questo periodo. Dialettica aperta sul da farsi, dunque, tra il vecchio e il nuovissimo con qualche cantiere aperto. Sotto lo slogan “L’Umbria si rimette in moto” #UMBRIAMOTO,  l’acropoli prepara il grande evento di mototurismo  del 25-26 marzo con l’obiettivo di raggiungere quota 30.000 presenze, ideato dall’assessore al turismo, Eugenio Guarducci ed appoggiato da confcommercio Umbria. Un invito curioso e stimolante diretto ad un target di bikers che hanno  da sempre nel cuore la Regione verde e i luoghi di calamita maggiore quale appunto Assisi. Dai giorni di Natale ai primi di Marzo 2017 è stato solo invernissimo ad Assisi, un periodo scolorito non solo dal freddo ma anche dalla  dura  realtà di saracinesche abbassate.

E la notizia del flop ultimo delle gite scolastiche in città, uno dei baluardi dell’economia locale prima del passaggio pasquale, non potrebbe non essere considerato un campanello d’allarme. In ultimo, le dichiarazioni che via via si alternano sul web sullo stato di malessere in cui versano gli addetti alla produzione e al lavoro con personali prese di posizione dettate da scoramento ed altro.

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