Vigili del fuoco puliscono gli arconi della Basilica di Santa Chiara ad Assisi

Sul posto era presente anche il sindaco di Assisi, che ha seguito i lavori di pulizia

Vigili del fuoco puliscono gli arconi della Basilica di Santa Chiara ad Assisi

Vigili del fuoco puliscono gli arconi della Basilica di Santa Chiara ad Assisi

ASSISI – I vigili del Fuoco di Assisi con un’autogrù hanno eliminato tutte le erbacce cresciute sugli Arconi della Basilica di Santa Chiara ad Assisi. L’operazione ha visto impegnati per qualche ora i caschi rossi. Sul posto era presente anche il sindaco di Assisi, che ha seguito i lavori di pulizia. Gli Arconi sono di proprietà comunale.

Sul posto anche gli agenti della Polizia Locale di Assisi e il sindaco della Città, Stefania Proietti.

LA BASILICA DI SANTA CHIARA
La chiesa venne costruita, dopo la morte di santa Chiara, tra il 1257 e il 1265, attorno all’antica chiesa di San Giorgio, che fino al 1230 aveva custodito le spoglie mortali di san Francesco. Le spoglie della santa vennero traslate già nel 1260, mentre la consacrazione solenne avvenne nel 1265, alla presenza di Clemente IV. I lavori di costruzione furono eseguiti dall’architetto Filippo da Campello. La cripta che ospita oggi la tomba della santa fu realizzata solamente nel 1850. Descrizione[modifica | modifica wikitesto] Lo stile architettonico è quello gotico, e ricorda molto da vicino la quasi contemporanea basilica superiore di San Francesco d’Assisi. Esterno[modifica | modifica wikitesto] Gli archi rampanti L’esterno è caratterizzato da tre grossi contrafforti poligonali a forma di ampi archi rampanti che rinforzano il fianco sinistro dell’edificio (fine del XIV secolo).

La facciata è realizzata a filari di pietra locale bianca e rosa, tripartita da cornici. Il portale è a tutto sesto, con la ghiera attorno alla lunetta che è sostenuta da due leoni a riposo. La lunetta presenta un affresco molto rovinato di Giacomo Giorgetti. Più in alto, il rosone ha un doppio giro di colonnine e archetti. La facciata si conclude a timpano con un oculo al centro. Vicino alla porta laterale sporgono una cappella rivestita da riquadri rosati su sfondo bianco, aggiunta all’inizio del Trecento, e il transetto. L’abside ha forma poligonale, con tre alte monofore. Il campanile a base quadrata si erge sul fianco, con bifore e grandi monofore, sormontato da una cuspide.

Interno[modifica | modifica wikitesto] Interno Croce latina (non è il Crocifisso di San Damiano L’interno della chiesa è a croce latina con navata unica (quattro campate), transetto e abside poligonale. Gli archi delle volte poggiano su pilastri a fascio, che attraversano le pareti nude, ravvivate solo da un ballatoio sopra il quale si aprono delle monofore. Anticamente la navata ospitava un ciclo di affreschi sulla vita della santa, di cui restano solo pochi frammenti dopo la scialbatura settecentesca e i danni del terremoto del 13 gennaio 1832.[1] Navata[modifica | modifica wikitesto] Reliquie di santa Chiara Nella navata si apre una sola cappella, detta di Sant’Agnese, situata nella quarta campata a sinistra. Di forma pentagonale è dedicata alla sorella di santa Chiara ed è decorata da affreschi del 1914 di Girolamo Marinelli e pitture murali di Sigismondo Spagnoli. Sul lato destro si apre invece l’ambiente della cappella di San Giorgio, già facente parte della primitiva chiesetta.

Una vetrata la divide in due ambienti, uno dei quali è oggi la cappella del Sacramento. Quest’ultima è decorata dagli affreschi di Pace di Bartlo (sulla parete di ingresso Annunciazione, San Giorgio, Natività e Adorazione dei Magi) e di Puccio Capanna (parete sinistra, Madonna col Bambino in trono e santi), oltre che di un maestro trecentesco umbro influenzato da Giotto e Pietro Lorenzetti (Resurrezione, Deposizione, Sepoltura di Cristo). Sulla parete dietro l’altare si trovano i frammenti della decorazione duecentesca e altri successivi del Trecento, in cui si riconoscono Santa Caterina e una santa, Santi Chiara, Francesco e Agnese.

Da questo ambiente si accede anche all’oratorio del Crocifisso o delle Reliquie, dove si conserva sopra l’altare l’originale Crocifisso di san Damiano che parlò a San Francesco nell’eremo di San Damiano. Gli affreschi sono di Francesco Tartaglia (1527): sull’ingresso Santa Chiara, Maestà, Sant’Anna, San Girolamo, San Rocco, San Francesco; nell’arco Urbano V attribuito a Pace di Bartolo. Dietro una grata sono esposte alcune reliquie: Una cassetta col cranio di sant’Agnese Il camice da diacono di san Francesco ricamato da santa Chiara La tonaca, il mantello, il cordone di santa Chiara e un cofano coi suoi capelli Una tonaca di san Francesco Un sandalo e una calza di san Francesco fatti da santa Chiara La tonacella di san Francesco Un velo nero, una tonaca interna, un cilicio e un crocifisso appartenuti a santa Chiara. Il trittico a sportelli con la Madonna col Bambino e storie di Cristo è di Rinaldo di Ranuccio. Dalla navata si accede anche alla Cripta, ricavata nel 1850-1872 e sistemata in stile neogotico nel 1935. Qui, attraverso una grata, si vede l’urna con le spoglie di santa Chiara. Al centro si trova un tempietto con l’altare, nella cui parte superiore, accessibile tramite una scaletta, si vede il sarcofago in pietra in cui era già stato conservato il corpo della santa.[2]

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