Unipegaso

Assisi, “Il Vestito di Marlene” al Teatro Lyrick

Un nuovo e atteso fuori-programma s’inserisce in “Finestre Aperte”, la stagione 2013/ 2014 del Teatro Lyrick
di Assisi. Si tratta di “IL VESTITO DI MARLENE. La Danza incontra il Rock” con la Mvula Sungani
Company e Marlene Kuntz Live. Lo spettacolo, presentato da CROL – Residenza delle Contaminazioni
Coreutiche, Zona Franca Spettacolo (associazione culturale che si occupa oramai da anni della Direzione
Artistica del Teatro Lyrick di Assisi) e Mauro Giannelli Eventi, con il contributo del Ministero dei Beni e le
Attività Culturali, vede le coreografie di Mvula Sungani, le musiche e i testi dei Marlene Kuntz, il soggetto di
Tom Cardinali e la drammaturgia di Mvula Sungani e Paolo Cardinali.

Sul palcoscenico assisano lo spettacolo debutterà in anteprima nazionale sabato 22 marzo alle ore 21.15,
con i Marlene Kuntz (Cristiano Godano – voce e chitarra, Riccardo Tesio – chitarra e Luca Bergia – batteria)
e Emanuela Bianchini (stella internazionale) e i solisti della Mvula Sungani Company, per poi dirigersi alla
volta di Torino, Bologna e Milano.

“Il Vestito di Marlene” è tanto la veste di seta che accondiscende le flessuosità di un corpo femminile quanto la pelle che le costringe, le vessa o, in estrema sintesi, i lividi, lascito di un rapporto possessivo a farle da vestigia. Dalle muse delle notti insonni dei poeti alle prostitute complesse, spigolose, profonde di Egon Schiele. Da Marlene a Marlene, senza che Marlene sia mai la stessa. Una sorta di intima esposizione che, attraverso il ponte metaforico del vestito, cuce lo sviluppo dello spettacolo ai suoi fianchi, partendo dalla mente, in una sintesi ammaliante, a tratti lisergica e corporale attraverso il viatico che passa della fisicità della danza di Mvula Sungani alla poetica dei Marlene Kuntz, carezzandola, al petto cingendola. Due anime, la danza e la musica, che si alternano nel ruolo di modella e sarto, di musa e cantore. Un “flash nevrotico” o una quiete ammaliante, confortante.

Un passaggio/transito degli stati d’animo vittime del concetto tempo/umori. Un ritratto di donna che si esaurisce in un gemito tanto quanto di quella capace di protendere all’eterno. Il filo conduttore dello spettacolo è la figura femminile in tutti i molteplici aspetti che la contraddistinguono. Figura alla quale spesso non si rende adeguata giustizia ma che altrettanto spesso si impone quale fonte di ispirazione. Protagonista assoluta dell’arte che non può trovare rappresentazione migliore, tenuto conto chiaramente anche di arti quali pittura e scultura, che nella danza e nella musica. Espressioni artistiche che grazie al loro dinamismo favoriscono l’interazione ed il coinvolgimento emotivo dello spettatore, estremamente funzionali all’esplicazione del concetto senza che venga meno il fondamentale aspetto della cura dell’estetica con la spettacolarità e la godibilità che inevitabilmente ne deriva. La particolarità del progetto sta nel fatto che, cosa senza precedenti nell’ambito della danza contemporanea e della musica rock, sia i danzatori che la band saranno presenti in scena. Generalmente, in progetti similari, la musica è solamente un supporto registrato funzionale alla coreografia. In questo caso le due espressioni artistiche si fondono dal vivo dando alla rappresentazione un corpo, una forza ed un’anima che altrimenti verrebbero meno. Le melodie ammalianti, tanto quanto le sonorità acide e disturbate dei Marlene Kuntz in una simbiosi perfetta con la fisicità e la grazia della danza della Mvula Sungani Company. Le molteplici sfaccettature dell’attività che entrambi portano avanti con successo ormai da anni consentono di avere una veduta a 360° dell’universo femminile. Permettono non solo, al fruitore, di godere di un’immagine complessiva e soddisfacente del tema trattato nonostante la sua complessità, ma lo ammalierà con sfumature e prospettive che generalmente non si è usi contemplare. Il progetto ha l’ambizione di rappresentare una proposta innovativa per il panorama culturale italiano, di ampliare le vie di comunicazione, allargare l’orizzonte dell’espressione artistica portandola ad una dimensione più compiuta.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*