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Assemblea Provinciale PD, Granocchia sulle Quote Rosa

da Giuliano Granocchia (Coordinatore Assemblea Provinciale Perugia, Sinistra Ecologia Libertà)
Per il PD anche Claudio Ricci può essere un interlocutore politico ? Ottima idea in tema di parità di genere e gestione dei rifiuti ! Salutiamo con favore le note di soddisfazione di alcuni rappresentanti del Partito Democratico assisano e nazionale a seguito della sentenza del Consiglio di Stato che ha bocciato la giunta monosessuale del sindaco Ricci di Assisi.

Peccato che lo stesso Ricci sia diventato da alcuni mesi uno dei maggiori interlocutori dello stesso Partito Democratico umbro sia in occasione delle ultime elezioni comunali che in vista della prossima scadenza delle elezioni regionali.

Nel dire questo non ci riferiamo solamente alla grave scelta che Ricci ha compiuto nel comporre la sua giunta. Una scelta che manifesta in pieno la cultura politica che il suo pensiero esprime. Ovviamente del tutto legittima ma sicuramente lontana mille miglia dalle tante battaglie che la sinistra in questi anni ha portato avanti per dare riconoscimento alla differenza di genere tradizionalmente schiacciata dall’autoreferenzialità della politica per troppo tempo tutta al maschile. Ma questo non basta.

C’è un altro tema che da l’idea della distanza siderale che dovrebbe esserci tra l’esperienza di governo del centrosinistra e le proposte programmatiche illustrate da Ricci in occasione dell’annuncio della sua scesa in campo: la questione del modello di sviluppo regionale legata al tema dei rifiuti. Inutile qui ripercorrere la storia dei vari piani dei rifiuti che in questi decenni hanno accompagnato le scelte nel modello di gestione e che vedevano due strategie divaricate: o raccolta differenziata o inceneritori.

L’Umbria, sia pure non sempre positivamente, da anni ha scelto la strada della raccolta differenziata e certo che mai nessuno può pensare ad un’Umbria disseminata di inceneritori grandi o piccoli che siano. A fronte di questo chiediamo, come Sinistra Ecologia Libertà, come possa minimamente essere compatibile il pensiero di Ricci in materia, 20 inceneritori sparsi per l’Umbria, cioè uno ogni 40.000 abitanti, con la cultura del recupero e della raccolta differenziata.

Non a caso Assisi, la città da lui amministrata, compare agli ultimi posti nella regione per la percentuale di differenziata, facendo della città di San Francesco una sorta di laboratorio dove dimostrare che l’unica strada percorribile sono gli inceneritori. Un laboratorio necessario perchè anche un solo inceneritore in Umbria significherebbe mettere una pietra tombale su tutte le esperienze che in questi anni sono maturate attraverso la raccolta porta a porta.

[box type=”note” ]Insomma già questo dovrebbe far ragionare i dirigenti del PD per dire no grazie Ricci, noi siamo per un’altra idea dell’Umbria.[/box]

Noi lo diremo, perché vogliamo per il bene della nostra regione che la prossima coalizione, se coalizione ci sarà, sia portatrice di una idea forte e coerente con uno sviluppo che faccia delle nostre risorse ambientali un punto fondamentale; in cui l’ambiente e il territori diventino fattori attrattivi per investimenti nei settori ad alto contenuto tecnologico e di innovazione; per far si che la tanto abusata idea della green economy passi da slogan buono per tutte le occasioni a sostanza nelle scelte che riguarderanno i lavoratori e le imprese umbre.

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