Assemblea pubblica, confronto sulla sanità nel distretto Assisano

La USL Umbria 1 ha dato il via al programma di assemblee pubbliche concordato con i Sindacati SPI CGIL, FNP, CISL, UIL Pensionati nei vari distretti. Il primo incontro con la popolazione si è svolto il 26 febbraio presso il Palazzo della Salute di Bastia Umbra. Presenti per l’azienda Usl Umbria 1 il direttore generale Giuseppe Legato e la direttrice del distretto dell’Assisano Gigliola Rosignoli e per i sindacati Ivano Fumanti ed Elvia Ricci della Cgil, Ubaldo Pascolini della Cisl e Gaetano Giulio Lepri della Uil, che nella fase introduttiva del confronto hanno evidenziato come, a fronte di alcune criticità rilevabili, il sistema sanitario nel distretto dell’Assisano sia più che buono e con caratteri anche di eccellenza, come nella rete assistenziale domiciliare e nelle cure palliative.

Tra gli argomenti più sensibili e sentiti dai numerosi cittadini presenti la chiusura del punto nascita, liste di attesa, servizi assistenziali dedicati agli anziani e in generale la preoccupazione per la sostenibilità di una sanità che sul territorio viene complessivamente riconosciuta positiva.

“Un ospedale che è un cantiere aperto non è certamente a rischio di chiusura – ha ribadito il direttore Legato – e lo dimostrano gli investimenti fatti. Tra i principali interventi: l’attivazione di 14 posti letto di RSA (Residenza Sanitaria Assistita) per le dimissioni protette e l’assistenza post acuzie (che in sei mesi ha aiutato 56 pazienti e relative famiglie); la ristrutturazione del reparto degenze di chirurgia; l’attivazione del collegamento del 118 con la Centrale operativa di Perugia, del triage al Pronto Soccorso, di 4 posti letto di Osservazione Breve e 6 in Medicina d’Urgenza; l’inizio tra un mese circa dei lavori per realizzazione del parcheggio (dopo una serie di ostacoli burocratici); la recente dotazione di un nuovo mammografo digitale e la prossima acquisizione di nuove tecnologie sia per la diagnostica sia per il nuovo Centro per lo scompenso cardiaco che sarà gestito, così come la chirurgia pediatrica, in collaborazione con l’Azienda ospedaliera di Perugia”.

Sulla chiusura del punto nascita Legato e Rosignoli hanno ribadito che è stata una scelta dolorosa e inevitabile, necessaria secondo i parametri del Ministero anche per garantire sicurezza a donne, bambini e operatori. Tuttavia, l’offerta dedicata alla donna, dall’adolescenza al percorso nascita fino alla menopausa, è stata ampliata con il nuovo Centro Donna, che si articola su un primo livello territoriale (consultorio) ed un secondo livello ospedaliero di approfondimento diagnostico-terapeutico in ambito ostetrico e ginecologico, e che ha prodotto in pochi mesi, con 4 ginecologi e 7 ostetriche, un considerevole aumento delle prestazioni (13.941).

Sempre attenti alle esigenze di salute della popolazione e vigili su alcune criticità, i rappresentanti sindacali sono stati d’accordo nel considerare la sanità del territorio puntuale nel mettere in atto interventi di rimodulazione e miglioramento.. Ma tutto questo sarà sostenibile anche in futuro?

“L’azienda – ha risposto Legato – continua ad attuare una politica di spending review volta a razionalizzare i costi e ridurre le inefficienze per recuperare risorse da destinare al mantenimento dei servizi e ai nuovi bisogni: tecnologie, farmaci innovativi, forme di assistenza tutelare (sociale e infermieristica) in particolare per la popolazione anziana (20mila anziani su circa 61mila abitanti nell’Assisano) o non autosufficiente”.

“In questo ambito – ha spiegato la dottoressa Rosignoli – rientrano per esempio la Residenza Protetta, il Centro diurno Alzheimer di Bettona (31 utenti) il centro diurno socio-riabilitativo di Castelnuovo (13 utenti). Per lo sviluppo del PRINA per la non autosufficienza (oltre 400mila euro nel 2014) nel mese di marzo sono già stati previsti degli incontri con il Comune. Inoltre, tra i prossimi obiettivi della USL1 c’è anche il potenziamento dell’assistenza domiciliare, che solo nel 2014 ha contato più di 22mila prestazioni infermieristiche e riabilitative al domicilio”.

Sulle liste di attesa si rilevano solo poche criticità, grazie anche alla presa in carico degli assistiti per quelle prestazioni specialistiche “lunghe” come l’oculistica (111 prese in carico) e un ulteriore sforzo dovrà essere fatto con i medici di base per migliorare l’appropriatezza prescrittiva, mentre si è rinnovato l’invito ai cittadini di disdire le prenotazioni a cui, per qualsiasi motivo, rinunciano (il 20%).

Per l’assistenza extrainfermieristica durante il ricovero ospedaliero, altro tema emerso nel corso dell’incontro, la USL 1 ha già predisposto una regolamentazione e delle iniziative per garantire sicurezza e competenza, mentre i sindacati stanno lavorando ad una proposta per cercare di ridurre quanto più possibile il peso economico sulle famiglie.

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