Assisi, Amalia ed Ari, l’uomo dal turbante rosso, insieme nell’amore e nel segno della Croce

di Morena Zingales
ASSISI – Mi avevano detto: “Vedrai ti piacerà” e cosí sono andata al Metastasio di Assisi. Ignara di quello che mi stava per accadere ho voluto vivere questa esperienza che ha lasciato il suo segno nel corpo e nello spirito. Straordinario poi se vissuto nella città di Francesco. Non mi é solo piaciuto. Il musical: “L’uomo dal turbante rosso” è stato a dir poco emozionante: non sapevo più come trattenere le lacrime. Solo chi mi stava vicino ha potuto notare la mia reazione. L’Amore con la A maiuscola è la base di tutto. Comincia proprio così. E’ la storia di due giovani, Amalia ed Ari. Le loro vite nell’anno zero, si incrociano con quella del Cristo: dalla sua Nascita, adolescente e uomo fino alla morte in Croce, divenendo così testimoni e protagonisti delle contraddizioni dell’epoca. L’incontro con Gesù, muterà il corso delle loro vite.

Lo spettacolo è esilarante con le figure di due ricconi che affiancheranno Amalia ed Ari, maestoso nelle scene dell’Antico Egitto, emozionante nella Risurrezione di Gesù quando i suoi discepoli, guidati da Pietro, dopo aver compiuto il primo Segno della Croce nella storia del Cristianesimo, simbolicamente escono dalla loro casa per trasmettere al mondo ciò che avevano veduto e colui in cui credono. Non è solo questo. E’ anche una macchina teatrale ben fatta dal primo all’ultimo. Gli attori sono loro, quelli che ti accolgono in teatro in abito da sera e subito dopo sul palco con i costumi di scena a recitare. Il musical è scritto e diretto da Carlo Tedeschi che il Metastasio ha avuto l’onore di ospitare. Lui impegnato tra Assisi e Rimini, loro giovani dal tutto fare: attori, cantanti, ballerini, danzatori sportivi e anche acrobati di alto livello. Le musiche, le scenografie, le luci insieme alle parole e al cantato entravano dentro lo spirito per restare e lasciare un segno indelebile.

Tante sono quelle che hanno colpito: “La luce del tramonto di un giorno senza pace portò l’ultimo respiro, chiuse gli occhi alla Sua immagine e Gesù tu te ne vai, tutto è silenzio già (…) ed io continuerò, a vivere perché col tuo calore splendido, col tuo calore il freddo dell’inverno io riscalderò per te (…) Nel mondo sarà amore! Tutte le menti aperte, la croce sopra il mondo, il cielo che sorride, il tuo amore vive lì. Nel segno della croce, nel nome del padre, del figlio e dello spirito nel nome di Gesù!” Nella certezza che tu sei che non è tutto finito mai, che da lontano ascolti il mio silenzio che non trova la sua pace ed io continuerò a vivere…”

Era presente al musical anche Monsignor Sorrentino, vescovo di Assisi che ha concluso lo spettacolo con delle stupende parole e un messaggio augurale a questi giovani attori volontari che meritano davvero tanto e tutto.

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