Assisi, Cinema e Arte al Cambio Festival

"Sette opere di misericordia”, inaugura concorso "Dove va il cinema italiano?"
@Paolo Ponti

Nell’ultimo fine settimana di luglio, la splendida cornice del castello medievale di Palazzo di Assisi torna a risplendere dell’evento che ormai da SEDICI ANNI regala magia ed emozioni nelle serate di mezz’estate: Cambio Festival frontiere musicali.

CINEMA AL CASTELLO

Cambio Festival incontra lo Zenith è il titolo rivelatorio. Lo Zenith è il Cinema di Perugia per veri intenditori ed il connubio con Cambio Festival è apparso alquanto naturale. Tre le proiezioni in programma, tutte rigorosamente in bianco e nero.

20 luglio: Palazzo di Assisi – Il Cinema al Castello
Film in collaborazione con il Cinema Zenith

LO SCEICCO BIANCO, diretto da Federico Fellini con Alberto Sordi – ore 22.00

biglietto unico euro 5.00

_____________________

21 luglio: Palazzo di Assisi – Il Cinema al Castello
Film in collaborazione con il Cinema Zenith

THE ELEPHANT MAN, diretto da David Lynch con Anthony Hopkins – ore 22.00

biglietto unico euro 5.00

_____________________

22 luglio: Palazzo di Assisi – Il Cinema al Castello
Film in collaborazione con il Cinema Zenith

DEAD MAN, diretto da Jim Jarmusch con Johnny Depp – ore 22.00

Ingresso libero in collaborazione con Le Strade del Cinema (GAL Media Valle Tevere)

Prima del Film alle ore 21.30
Presentazione del libro di Gianluca Bianco Freeze 108 con Massimo Siviero alla chitarra
La mia mente ha fatto click
108 scatti di pensiero, d’amore, d’azione. Immagini che hanno scatenato riflessioni ma anche riflessioni che hanno spinto a scattare immagini. Una collana di istanti che una volta infilati e indossati, forse, portano i germi di una qualche filosofia del quotidiano. (Edizioni Futura)

ARTE AL CASTELLO / DJ SET ED ENOGASTRONOMIA IN PIAZZETTA

I vicoli del castello ospitano installazioni ed esposizioni artistiche: a cura di Manuela Capitanucci
Gli spazi che circondano la piazza del castello dei Figli di Cambio, teatro dei concerti del festival, si vestono d’arte.

Esposizioni:

OntoArte: L’oggetto e l’anima
“Coltivando l’oggetto artistico, in realtà facciamo evoluzione umana. Per questo a me interessa l’arte: perché mi interessa l’uomo, la sua intelligenza. La mia grande passione è sempre l’anima dell’uomo”. Una proposta, quella dell’OntoArte e del suo fondatore Antonio Meneghetti, che incrocia i percorsi di CF (sempre lontani dai luoghi comuni) sin dal 2011. Contro “il fascismo di esporre la propria parte malata come sovrana dell’eterno”. In nome di un’arte capace piuttosto di “rimettere l’uomo al centro della bellezza, intelligenza e realizzazione vitale”. Una provocazione sempre attuale.

Danile de Lorenzo, “108”
Il numero 108 ricorre in molte tradizioni religiose ed è connesso al mistero della Creazione.
Daniele de Lorenzo, attraverso il linguaggio dei numeri, esplora i metodi e le dinamiche attraverso cui generare processi che creano forme.
Il soggetto dei dipinti è sempre l’evento creativo, il movimento incessante del codice che, danzando, produce forme momentanee. Il piano d’indagine è una superficie quadrata suddivisa in 108 unità per lato. Questa idea di Rete è connessa con l’idea di tessere, e di connettere il processo, che per sua natura è immateriale, al suo prodotto, che è divenuto materia. La trama e l’ordito sono il tempo e lo spazio, il filo è il codice numerico.

Angelo Maccabei, “I colori di Gina”
Da sempre appassionato di fotografia, i suoi lavori si concentrano sul paesaggio, sugli aspetti culturali e sociali della sua regione, l’Umbria.
Fa parte del gruppo fotografico ZTL, con il quale ha contribuito a numerose mostre in Italia e all’estero.
Con questa mostra racconta la storia appassionante di Gina, assisana novantaquattrenne, una persona, un volto, ma anche un personaggio di Assisi.

Andrea Cova “Occhi che hanno visto troppo”
Victoria ha 80 anni, è stata cacciata dal suo villaggio, insieme a tutti gli abitanti, dai miliziani dell’ISIS. Ora, come tanti altri, vive in un campo profughi di Erbil. I suoi occhi hanno visto da troppo vicino l’orrore e la ferocia.

Roberto Montanaro “VOLT-i elettronici”
Trasforma in materia tangibile l’intangibile. Unisce la passione per la pittura e il contatto con il materiale grezzo da disegno, con la realtà tecnologica e informatica. Predilige l’utilizzo di colori acrilici nei quali immerge materiali grezzi, di scarto, provenienti dall’officina del padre, diventata ormai vero opificio artistico.

__________________________________

“AMArCOrD vInILE” – In PIAZZETTA
Dopo il cinema e i concerti, la musica proseguirà in un’atmosfera rilassante con i vinili di DJ CAP, MAX P.

Print Friendly

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*