ASSISI, COMINCIATO SCIOPERO FAME PER SCONGIURARE CHIUSURA CORSO LAUREA TURISMO

Sindaco Ricci fa sciopero fame
Sindaco Ricci in sciopero fame

(assisioggi.it) ASSISI Assisi, Santa Maria degli Angeli (sede dell’Università, via Cecci), 14 agosto 2013: il Sindaco Claudio Ricci, amministratori, rappresentanti delle categorie socio economiche, culturali e degli studenti iniziano (dalle 8 sino alle 20) lo sciopero della fame e della sete per dire “no alla chiusura del corso di laurea sul turismo”. La formazione manageriale sul turismo nasce in Italia proprio ad Assisi 30 anni fa con il Centro Italiano di Studi Superiori sul Turismo (CST) che ha pubblicato la prima collana di libri (in Italia) sul Turismo (FrancoAngeli) con 42 volumi e formato la più importante biblioteca multimediale italiana del settore con oltre 10.000 volumi sul turismo, 300 abbonamenti a riviste nazionali e internazionali, da tutto il mondo, e migliaia di strumenti multimediali.
Oltre 20 anni fa nasceva, dal CST, il primo corso di Laurea italiano sul Turismo (impartito dall’Università degli Studi di Perugia) che ha laureato, in questi anni, oltre 2.000 studenti i quali hanno trovato, in Italia e all’estero, molte opportunità di lavoro.
Questo modello di formazione, che ha incluso la laurea, la laurea magistrale (già chiusa, inopportunamente, dall’Università di Perugia nel 2010) “non può essere chiusoAiuto” in quanto include un alto numero di iscritti (64, al primo anno, nell’ultimo anno accademico con un tale di circa 300 studenti) e ci sono richieste di informazioni che potrebbero determinare oltre 100 iscritti (primo anno) nel 2013/14. L’Umbria e l’Italia se vogliono (come si sente ripetere spesso) puntare sullo sviluppo economico turistico e culturale, per la creazione di nuovi posti di lavoro (se ne prevedono 500.000 sino al 2020) non si può chiudere il primo corso di laurea nato sul turismo in Italia (lasciando aperti altri corsi con un minor numero di iscritti e valenza).

Chiediamo al Ministro Istruzione Ricerca e Università di intervenire immediatamente e al Rettore dell’Università di Perugia di rivedere questa “inaccettabile e inconcepibile decisione”. Noi non ci fermeremo: abbiamo intentato il ricorso al TAR Umbria, ci rivolgeremo alla Magistratura Ordinaria e se le Istituzioni competenti non rivedranno la decisione dovrebbero, doverosamente, prenderne atto con le “dimissioni immediate”.

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