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Assisi, Conferenza incontro Benedettini e Francescani

ASSISI – Nel quadro delle iniziative della Fondazione Perugiassisi2019 Capitale Europea della Cultura francescani e benedettini si sono incontrati per “evidenziare il contributo di civiltà e spiritualità che l’Umbria ha dato all’Europea nell’alto e nel basso medioevo, quando le esperienze religiose dei benedettini e dei francescani divennero patrimonio comune della civiltà europea e contribuirono a caratterizzarne l’identità” secondo quanto hanno sottolineato nella loro relazione i professori Stefano Brufani ed Emore Paoli. Il convegno, che in mattinata era stato ospitato a Norcia, è stato promosso da INTRA e dalla Biblioteca dei Libri Salvati di Tordandrea in collaborazione con la Fondazione ed i comuni di Assisi e Norcia. “La dimensione europea deve molto a questi due Santi- ha affermato il sindaco Ricci- due miniere dell’identità europea che devono ancora essere scavate, due monumenti così importanti che nell’elaborazione del nuovo statuto comunale abbiamo deciso di porre in correlazione. Restano due figure che hanno posto al centro della loro regola l’armonia: i benedettini nell’equilibrio tra la preghiera ed il lavoro, i francescani nel vivere una comunità sempre in cammino in equilibrio con le creature ed il creatore”. “La regola benedettina ha contribuito a diffondere il lavoro come elemento costitutivo e caratterizzante delle nostre coscienze – così ha salutato i presenti il Priore dell’abbazia di San Pietro di Assisi Padre Cipriano Carini.

Il monastero benedettino e la sua presenza in tutta l’Europa ha anticipato e contribuito alla formazione sia di una rete attiva e collaborativa sia di una autorità politica e culturale che ha legato ad una terra patria i concetti di popolo, lingue e nazione”. “Il pellegrinaggio francescano- ha aggiunto il Padre custode del Padre convento Mauro Gambetti- è servito a collegare ed integrare le culture e le nazioni, favorendo la formazione del cittadino europeo. Questo viaggio di Perugia con i luoghi di Francesco di Assisi e dell’Umbria ci vede impegnati in questa fase di rifondazione culturale”. Il direttore artistico della fondazione Arnaldo Colasanti ha ribadito che i pensieri di Francesco e Benedetto restano due cardini per il nostro progetto di candidatura, perché estrinsecano una forma di vita ancora attuale, di cui si sente crescente necessità. Pregare è esercitarsi nel ritrovare l’unità dell’Io, lavorare deve essere un modo per rapportarsi con gli altri: solo così sapremo creare la città delle idee, la città del dialogo. “La congiunzione tra monastero benedettino e pellegrinaggio francescano – ha ribadito nella sua relazione il professore Stefano Brufani- è la testimonianza evolutiva di un processo di formazione dell’Europa e di un cammino che – oltre i concetti di pace e dialogo- abbraccia il principio di “Unione Europea”.

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