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Assisi, cultura dell’accoglienza, Papa Francesco insegna

ASSISI – Cosa ci ha lasciato Papa Francesco con la sua visita del 4 ottobre? Questa la riflessione della tavola rotonda svolta venerdì pomeriggio alla Domus Pacis di S. Maria degli Angeli. Il primo dei tre incontri a cura della Commissione Regionale per l’Educazione, la scuola e l’Università (CRESU), coordinata da Mons. Domenico Sorrentino, che quella giornata l’ha trascorsa sempre di fianco a Papa Bergoglio.

Il vaticanista Rai, Raffaele Luise, ha guidato la tavola rotonda con gli ospiti: Francesca Di Maolo, Presidente del Serafico, Carlo Menichini, dirigente scolastico e il medico Fausto Santeusanio.
L’incontro è stato aperto dal video del Serafico, che ha fatto rivivere i momenti commoventi della sua visita all’Istituto, in cui si è trattenuto più di un’ora il 4 ottobre per abbracciare e conoscere i bambini e i ragazzi disabili ospiti del Centro.

“Quel giorno la fragilità e la sofferenza hanno trovato spazio” ha detto Francesca Di Maolo che ha ricordato come il Papa, quel giorno, ha incarnato la Fiducia per i ragazzi del Serafico. “Queste piaghe devono essere ascoltate”, ha detto il Santo Padre, mandando un messaggio ai Cristiani e alla società tutta, ricorda Raffaele Luise: “Papa Francesco promuove una cultura dell’inclusione” ha sottolineato infatti Menechini, “la scuola deve farne tesoro perché uno dei suoi doveri fondamentali è quello di produrre inclusione”. Anche Francesca Di Maolo, applaudita per il discorso del 4 ottobre, ha ribadito “Tutti hanno bisogno di relazioni, i nostri ragazzi hanno bisogno di cure, di attenzione e di affetto. Viviamo in un mondo dove oggi si è arrivati ad approvare l’eutanasia per i minori sofferenti e pluridisabili. Noi, che lavoriamo ogni giorno accanto ai ragazzi disabili anche gravi, sappiamo che vivono la pienezza della vita pur nella loro condizione di difficoltà, basta non girare il viso dall’altra parte e volerli ascoltare”.

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