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Assisi, Frati Minori, Corso di Canto Gregoriano, “Cantemus Domino”

ASSISI – L’Opera della Porziuncola, con il patrocinio del Pontificio Istituto di Musica Sacra e dell’Associazione Internazionale di Studi di canto Gregoriano, e dell’associazione Agimus, già da alcuni anni organizza un Corso triennale di Canto Gregoriano. Il corso si svolgerà anche quest’anno, dal sette al dodici luglio, volendo contribuire alla formazione degli operatori musicali nella liturgia, di religiosi, sacerdoti, laici e cultori del genere, che intendono unire formazione liturgica e studio del repertorio in base ai libri di canto attuali, alle acquisizioni scientifiche e musicologiche più recenti, come attuazione pratica del Gregoriano nella Liturgia, secondo i dettami del Concilio Vaticano II.

Il corso è aperto anche a chi intende partecipare per la prima volta. Per informazioni circa il programma, il soggiorno, i costi e le iscrizioni consultare il sito www.porziuncola.org oppure telefonare al numero 075/8051430 nel seguente orario feriale: 9.00-12.30/15.00-18.00.

Tre possono essere i motivi per cui all’inizio del terzo millennio ci si può interessare al canto gregoriano. Un motivo spirituale. Chi vive la fede cristiana s’ac- corge come la Parola di D-i-o (sic!) necessiti di una me- diazione che vada al di là della spiegazione filologica e dell’applicazione moraleggiante. Percepire la voce di D-i-o nella sua Parola è un’azione del cuore in ascolto di quanto le parole della Bibbia non riescono a esprimere. La musica è il linguaggio privilegiato del cuore: di D-i-o e dell’uomo. Il canto gregoriano ha la forza di in-cantare, distogliere il cuore dalle preoccupazioni perché si dilati e si orienti a D-i-o nell’adorazione e nel silenzio attonito. Un motivo culturale.

Chi è attento alle opere dello spirito umano, avverte la grandezza dell’arte poetica, la capacità di comunicare a livello profondo di emozio- ni con linguaggi che spesso non sono ordinari. Il canto gregoriano è un itinerario di bellezza e di armonia. Esso riassume l’esperienza poetica di decine di generazioni a partire dall’antico Israele fino alle espressioni mutuate dalle tante e diverse culture dove il cristianesimo ha por- tato il Vangelo, ricevendo in cambio nuove possibilità di comunicazione musicale.

Un motivo antropologico. Molti brani del repertorio gregoriano sono costruiti secondo particolari tecniche musicali sperimentate in ambito semitico (maqam) e in- diano (raga). La melodia si muove su particolari circuiti mentali che obbligano a percorrere determinati itinerari legati alla memoria e alle sue variazioni, il tutto segnato da alternanza di conosciuto e di ignoto, di presente e di rimosso. Sotto questo aspetto il cantare e anche il solo ascoltare le melodie gregoriane può costituire un mo- mento di forte terapia: il filo d’Arianna che aiuta a distri- carsi nel labirinto interiore e che permette a mente e cuo- re di indagare, scoprire e ricuperare la verità di sé stessi.
(Giacomo Baroffio)

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