Assisi, Freddii, tasse e dintorni

Depotenziamento ospedale
Rino Freddii

È oramai evidente a tutti che le quattro anime (forse sono più) dell’opposizione assisana non possono rappresentare una valida e credibile alternativa per il governo della città. È talmente tanta la confusione che regna su quei banchi che rimane difficile capire quali siano i problemi ritenuti prioritari e quali le proposte per risolverli; infatti i consiglieri della minoranza, nel vano quanto inutile tentativo di intercettare qualche argomento in grado di metterci in difficoltà, saltano da un tema all’altro con un’abilità degna di nota. Abbandonata per il momento la faccenda delle quote rosa (il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di “sospensiva” avanzata da tutti loro ad eccezione della collega Travicelli), archiviato il nuovo PRG (approvato definitivamente dalla maggioranza il 20 febbraio), parte di loro ritorna, per l’ennesima volta, a parlare di tasse.

Ancora una volta (Dis)Informassisi non perde occasione per propinare ai propri lettori una serie di dati parziali, contrabbandando per verità quelli che sono solo giudizi di parte e chiacchiere strumentali. Premesso che in fase di discussione ed approvazione del bilancio è possibile presentare degli emendamenti e che le proposte di modifica presentate dall’opposizione sono state (solo) quattro e riguardavano (solo) lo spostamento di qualche Euro di contributo da un’associazione all’altra (per il resto solo chiacchiere senza copertura finanziaria), non si offenderanno i giornalisti del periodico finanziato dalla Lista Bartolini se evidenzio che i loro articoli presentano qualche lacuna. Non si offenderanno se mi permetto di dire sommessamente che ad Assisi l’addizionale IRPEF è pari a zero e che non è stata introdotta la tassa di soggiorno; non si offenderanno se rimarco il fatto che non sono aumentati trasporto e mense scolastiche e che non si è pagata la mini IMU; non si offenderanno se ricordo a me stesso che sono stati fatti tagli alla spesa corrente per un 10%; non si offenderanno se rilevo che Assisi è tra i pochissimi comuni italiani ad aver approvato bilancio, equilibri ed assestamento entro i termini senza usufruire delle deroghe. Sono certo che non si offenderanno poiché le loro sono state certamente delle sviste involontarie (?) a cui porranno rimedio nel prossimo numero.

Come sicuramente una svista è stata quella di non riportare nei loro pezzi il fatto (tutt’altro che trascurabile) che parte delle nostre entrate ritorna per legge nelle casse dello Stato e che i trasferimenti extracomunali sono calati in due anni di 5.2 milioni di Euro. Senza essere un esperto di economia, come il consigliere Bartolini, ritengo che sarebbe bene (per correttezza) paragonare Assisi ad altri comuni simili per superficie, numero degli abitanti, chilometri di strade, servizi offerti, importanza del centro storico e numero dei visitatori, altrimenti si rischia di offendere l’intelligenza dei lettori/elettori. Per quanto ci riguarda ci riteniamo soddisfatti dei risultati ottenuti, di come abbiamo gestito il denaro pubblico e di aver terminato il 2013 con i conti a posto, senza aver messo le mani in tasca ai cittadini in fase di assestamento di bilancio (novembre 2013) nonostante il difficilissimo momento che stiamo attraversando. Resta inteso che si può fare sempre di più e meglio, come ci ricorda spesso il Sindaco Ricci.

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