Assisi, Giornata Mondiale Autismo, “Light it up blue”

riceviamo da Claudia Maria Travicelli (Capogruppo Democratici e Popolari per Assisi)

ASSISI – Mercoledì 2 aprile abbiamo partecipato alla Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo. Questa giornata è stata sancita dalle Nazioni Unite con la risoluzione 62/139 del 18 dicembre 2007, per promuovere la conoscenza dell’autismo e la solidarietà nei confronti dei bambini e delle persone che ne sono affette, che restano spesso invisibili ai più.

Da due anni Autism Speaks, la più grande organizzazione mondiale che promuove la ricerca scientifica sull’autismo, ha lanciato un’iniziativa battezzata ‘Light it up blue’ (illuminalo di blu) per sensibilizzare l’opinione pubblica. Anche Assisi,come avviene nelle maggiori città del mondo,ha dato il suo contributo partecipando all’iniziativa illuminando la Rocca maggiore.  L’evento  è stato possibile, perché l’Assessorato ai lavori pubblici,di cui è titolare Lucio Cannelli,ha accolto la mia istanza a riguardo. Inoltre, grazie al contributo dei frati del Sacro Convento si è colorata di blu la facciata della bellissima Basilica Superiore di San Francesco.

L’ autismo, oggi possiamo definirlo un vero e proprio problema sociale, oltre ad essere una vera e propria malattia.
Questo disturbo neuro-psichiatrico che interessa la funzione cerebrale del soggetto colpito,coinvolge un numero sempre crescente di famiglie,si pensi che solo in Italia ne sono affette circa 550.000 persone, mentre in Europa se ne conterebbero più di 5 milioni. Secondo l’Onu, infatti, l’obiettivo principale di tale giornata  è quello di promuovere la ricerca scientifica in tutto il mondo e la solidarietà verso le persone colpite da tale malattia. Ci risulta che da un continente all’altro il messaggio sia stato recepito, le notizie ci dicono che gli Stati Uniti e Unione Europea, hanno deciso di unire i loro sforzi in un comune progetto di ricerca per uno stanziamento totale di 2,3 miliardi di dollari.

Purtroppo la cultura dell’autismo in Italia è ancora frammentaria e imprecisa. Nel nostro paese è ancora purtroppo molto difficile avere diagnosi precoci, mancano stanziamenti e somme in capitoli riservati ed adeguati per la delicata tematica, soldi che servirebbero inoltre a formare un numero sufficiente di terapisti capaci a trattare con costanza percorsi di abilitazione.

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