Assisi, la storia della maestra d’altri tempi

Assisi, la storia della maestra d’altri tempi

La storia della maestra d’altri tempi
Lidia Castellucci racconta la sua scuola, quella più vicina al libro Cuore di Edmondo De Amicis

Si intitola “La signora maestra. Lidia Castellucci, la storia di un mito”. E’ l’ultima fatica letteraria del giornalista Gilberto Scalabrini. Il libro-intervista sarà presentato al pubblico mercoledì 24 febbraio, alle ore 10,30, nella splendida cornice della sala della Conciliazione del comune di Assisi.

All’appuntamento parteciperanno anche il sindaco Antonio Lunghi, l’assessore alla scuola Serena Morosi, la protagonista, i figli Sandro e Sergio, i nipoti, l’autore, il professor Roberto Leoni che fungerà da moderatore dell’incontro e tanti suoi ex alunni che verranno a salutarla. Il libro sarà dato in omaggio a tutti i presenti.

Il nome di Lidia Castellucci, classe 1925, non dice nulla alle nuove generazioni, risveglia invece una folla di ricordi nell’animo delle persone adulte, di quelle che hanno ormai 60 – 70 anni. Lidia, infatti, è stata per 32 anni la maestra elementare di tante generazioni e -stando alla testimonianza di molti, fra cui il suo ex direttore didattico, Roberto Leoni- una delle più brave insegnanti per i bambini di allora. Lidia Castellucci, con un piede nei 92 e l’altro di qua dalla soglia dei 91 anni (l’8 marzo prossimo sarà il suo compleanno), racconta la sua scuola, quella più vicina al libro Cuore di Edmondo De Amicis.

Il giornalista Gilberto Scalabrini la incalza con tante domande e raccoglie, nelle sue risposte, tanti progetti di umanità. Lidia è una maestra d’altri tempi, simbolo vivente di quella generazione che fu abituata al sacrificio, al senso del dovere e all’onestà.

«Per carattere – spiega Gilberto Scalabrini – mi è sempre piaciuto parlare con la gente, dare la parola all’altro. Le interviste più emozionanti della mia vita non sono state con coloro che mi raccontavano le cose, ma con quelli che, improvvisamente, facevano uscire qualcosa di sé.

La signora Lidia Castellucci lo ha fatto. Con senso critico e una memoria di ferro, ricorda date, eventi, numeri e nomi. Di memoria ne ha sempre avuta tanta e l’ha esercitata senza interruzione di continuità. Racconta quando lei spiegava e gli alunni assorbivano ciò che ascoltavano. Al giorno d’oggi, invece, la lezione è più interattiva, si fa coi bambini stessi, con la loro partecipazione attiva.

Tutto ciò, se da una parte è positivo, dall’altra è controbilanciato da meno senso del dovere e della responsabilità nel bambino, il quale è anche meno autonomo. I ragazzi sono pieni di impegni e, a volte, la scuola passa in secondo piano. Sicuramente poi hanno meno rispetto, non hanno paura di nulla, ma al contempo sono più fragili: di fronte agli insuccessi vanno in crisi. Forse ciò è dovuto al fatto di misurarsi maggiormente con gli altri… Un aspetto che l’amareggia, infine, è la minor collaborazione della famiglia, dovuta sia a impegni lavorativi maggiori, sia a una vera e propria crisi di valori per cui la scuola perde importanza e i bambini sono giustificati troppo facilmente».

Nel parlare, gli anni corrono all’indietro come pagine girate dal vento. Ogni pagina un ricordo, ogni ricordo una grande emozione per i suoi 32 anni in cattedra. Ha conosciuto anche le scuole rurali, quelle dei contadini, diverse da quelle urbane per struttura, regolamenti e programmi didattici. Riferisce pure la valutazione degli alunni in decimi (con voti da 0 a 10), le correzioni degli elaborati con il “lapis”, una matita per metà rossa (colore usato per gli errori più lievi) e per metà blu (per gli errori più gravi).

Richiamare alla memoria, inoltre, come riuscì con la sua dolcezza a mettere in riga i Franti, gli alunni irrequieti che mettevano in subbuglio tutta la classe.

Scalabrini le chiede: c’è una classe che le è rimasta nel cuore?
La signora maestra allarga le braccia: «Si, quella di Tordandrea, bambini nati nel 1956. Tutti gli alunni hanno studiato e i risultati si sono visti poi alle medie, infine alle superiori e all’Università. Uno, Gian Paolo Falcinelli, è cardiologo all’ospedale di Assisi e un altro è dietologo ed esercita la sua professione nel paese dove è nato. Quando ho finito i 90 anni, li ho invitati tutti a festeggiare con me questo traguardo».

Assisi

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