Assisi, “quote rosa”, replica Stefano Apostolico, Consigliere “Movimento Uniti per Assisi”

(assisioggi.it) ASSISI – Il cartoon politico non prospera ad Assisi, altrimenti sulla ormai stantía vicenda delle quote rosa più di una vignetta si sarebbe già abbattuta sugli indomiti protagonisti (dei ricorsi), con una meccanica comico-didascalica da bollarli per tutta la vita. E non si tratterebbe – come la satira a volte impone – di alterare con il tratto grafico gli elementi fisionomici dei soggetti implicati, per lo scatenamento di una risposta emotiva nell’osservatore polemicamente importante. Non si tratterebbe di rendere “buffi” certi personaggi, magari con un tratto grafico impietoso.

Si tratterebbe semplicemente di accompagnare il disegno scherzoso ad una sorta di “corto circuito” che mantiene sotto torpore intellettuale, ormai da mesi, la blasonata minoranza del consiglio comunale, al punto da non svegliarsi neanche con gli “schiaffi” ricevuti dal Tar dell’Umbria e dal Consiglio di Stato, che hanno risposto “picche” alle loro reiterate richieste di “sospensiva” per la giunta assisiate. I ricorrenti, con il cuore in tumulto, ruminando durante il viaggio il discorso da fare nel foro romano, avevano portato nella capitale la loro ultima speranza (far cadere la giunta con un cavillo giuridico).

Senonché, l’organo di giurisdizione amministrativa (Consiglio di Stato), anche se dovrà pronunciarsi definitivamente tra qualche mese, intanto ha risposto “nisba” alla nuova richiesta di sospensione della Giunta, che è stata legittimamente nominata prima che uscisse la legge sulle quote rosa. Ma i ricorrenti non demordono (corto circuito), ritenendo la loro caparbietà (scherzosamente: a Perugia, direbbero “sono di sorbo!”) una battaglia di civiltà, perché, a prenderli sul serio, finora si sono pronunciati (nelle sedi competenti) degli incivili…

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