Assisi, rivolta popolare, 600 firme contro i varchi elettronici

(assisioggi.it) ASSISI – Circa  600 tra  cittadini ed imprenditori hanno messo la propria firma presso il gazebo allestito il 10 e 11 aprile dalla Confcommercio di Assisi e Valfabbrica in Piazza del Comune e negli altri punti di raccolta per esprimere il proprio “no” all’installazione dei varchi elettronici. “Un risultato grandissimo – sottolinea il presidente Confcommercio Sebastiano Vincenzo Di Santi – considerando che la raccolta si è concentrata nel centro storico, che conta circa 700 residenti”. Il passo successivo è l’appello rivolto a tutti perché presenzino al  Consiglio comunale in programma alle 9:00 di giovedì 17, per la consegna della firme e per affermare in prima persona la netta contrarietà ai varchi. “Potremo considerare credibile ed accogliere la fin qui generica disponibilità espressa dal sindaco a trovare una soluzione al problema – prosegue Di Santi – solo se nel consiglio comunale di giovedì la giunta avrà il coraggio di rinunciare ai 180 mila euro di contributo regionale per l’istallazione dei dispositivi,  scegliendo di destinare ad azioni di promozione e comunicazione  i 120 mila euro del bilancio comunale  necessari per la copertura totale della spesa”.

Se sulla questione varchi la tensione è alta,  sono anche altre le ragioni che stanno inasprendo i rapporti tra Confcommercio e Comune. A cominciare dall’aumento  del 21% del check point ad Assisi che ha disorientato gli operatori del settore turistico creando preoccupazione e sconcerto tra gli stessi in quanto questa tassa è schizzata da 72 a 88 euro al giorno per ciascun pullman che arriva nel comune di Assisi, contrarietà è stata espressa anche dall’azienda che gestisce il flusso dei pullman. Particolarmente critica l’associazione sull’operato del vice sindaco ed assessore al Commercio Antonio Lunghi, considerato inadeguato a  ricoprire l’assessorato di competenza: la goccia che ha fatto traboccare il vaso la decisione  di chiudere il traffico domenicale  e festivo, da qui ad ottobre, in Via Patrono D’Italia a Santa Maria degli Angeli. Venerdì scorso su questo argomento c’è stato un confronto teso ed infruttuoso tra lo stesso Lunghi e una delegazione di imprenditori guidata da Di Santi.  “Con questa scelta improvvisa, assunta senza alcun confronto preventivo né senza studiare, come avevamo chiesto, proposte compensative  – sottolinea il presidente Confcommercio – si tagliano le gambe alla città, si strozza l’arteria di collegamento ad Assisi, si crea un enorme pregiudizio economico, in un momento già difficilissimo,  alle dodici  imprese della ristorazione ed altre attività che in quella via operano, con un centinaio di occupati.  In tutto aggravato dal fatto che l’assessore, in una assemblea pubblica non oltre un anno fa, aveva dichiarato che non avrebbe mai chiuso Via Patrono d’Italia”.

Confcommercio  punta il dito anche sulla gestione  del mercato settimanale del sabato: “In un anno e mezzo  – spiega Di Santi –   è stato spostato in  tre sedi diverse,  di fatto “affossandolo” e trasformandolo in una caccia al tesoro, in totale dispregio degli operatori, che sono esasperati ed arrabbiati, dei frequentatori disorientati tra tutti questi cambianti, dei residenti delle piazze interessate, a cui sono stati creati enormi disagi e che hanno anche fatto una raccolta firme, delle proposte che noi avevamo suggerito dopo un lungo e approfondito confronto con gli ambulanti stessi.  Un altro esempio oggettivo  della inadeguatezza dell’assessore  Lunghi, che  in questi circa tre anni di mandato non ha portato avanti alcun progetto per lo sviluppo dell’economia locale né ha mostrato alcuna sensibilità per i problemi del commercio,  dando spesso la sensazione di vivere questo suo incarico più come un peso che altro. E questo le nostre imprese non lo possono più tollerare”.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*