Assisi, Ufficio del Giudice di Pace e il Giorno dello sciacallo

Come nel film del regista Fred Zinnemann,  “Il giorno dello sciacallo”, si susseguono, soprattutto in questi tempi di crisi, i momenti in cui si inserisce la facile speculazione e retorica politica del consigliere di minoranza Giorgio Bartolini, che, con la rabbia in corpo di chi, a distanza di anni, non riesce ancora a farsi una ragione della propria sconfitta, cavalca ogni  situazione per fare demagogia di basso profilo.
È il caso della paventata soppressione dell’Ufficio del Giudice di Pace con sede a Santa Maria degli Angeli, a seguito della riforma delle circoscrizioni giudiziarie, per il mantenimento del quale il Comune di Assisi, insieme ai Comuni di Bastia Umbra, Bettona e Valfabbrica, si è dichiarato da tempo, nella istanza ufficiale al Ministro di Grazia e Giustizia, disponibile a far fronte a tutte le spese logistiche (affitto dei locali, utenze, arredi, costi di esercizio amministrativo ecc.), ad esclusione degli stipendi del personale che richiederebbero un livello di tassazione molto elevato. Disponibilità che il ministro Cancellieri aveva accolto favorevolmente.

Il decreto firmato dal neo-ministro di Grazia e Giustizia, Andrea Orlando, che prevede il mantenimento di 285 uffici, tra i quali non sarebbe quello di Assisi, ma alcuni di località anche più piccole (sicuramente meno importanti e con meno procedimenti), anzitutto non è ancora un pronunciamento definitivo e già si sono fatti ulteriori interventi nelle sedi opportune per un ravvedimento che è auspicabile e ancora possibile. Poi, la polemica strumentale del consigliere Bartolini, allorché sottolinea l’aspetto del mantenimento di uffici di centri minori (che si sono assunti il carico dei relativi costi delle sedi autonome), non affronta e soprattutto non chiarisce che, un conto è sostenere l’onere del personale di uffici che, in un anno, non raggiungono in totale il numero di 50 procedimenti giudiziari (Castiglione del Lago, Norcia, Città della Pieve, ecc.), un altro è sostenere  il carico retributivo di un ufficio, come quello di Assisi, che in un anno registra: 1300 decreti ingiuntivi, 400 cause civili e 150 cause penali.

Moreno Massucci
Assessore al Bilancio del Comune di Assisi

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