Attentati a Parigi, scuole Assisi dedicano un minuto di silenzio in segno di cordoglio

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Attentati a Parigi, scuole Assisi dedicano un minuto di silenzio in segno di cordoglio

Il nostro patrimonio di valori può essere difeso solo se le nuove generazioni sono aiutate ad uscire dall’indifferenza

da Serena Morosi
Assessore Assisi
I gravissimi fatti di Parigi rappresentano un attacco al cuore dell’Europa senza precedenti. Un attacco al quale dobbiamo subito dare una riposta, innanzitutto educativa e culturale. #‎PorteOuverte, Porta Aperta, è stata la parola d’ordine lanciata sui social network dai cittadini di Parigi subito dopo gli attacchi terroristici, per offrire un riparo a chi era in strada terrorizzato. Una reazione di grande civiltà e coraggio. Porta Aperta deve essere anche la nostra risposta!

Si deve reagire

Non possiamo restare indifferenti, paralizzati e chiuderci nelle nostre paure. Per questo, il Ministro Stefania GIANNINI invita scuole, università, istituzioni dell’Alta formazione artistica e musicale a dedicare, nella giornata di lunedì, un minuto di silenzio alle vittime della strage parigina e almeno un’ora alla riflessione sui fatti accaduti. Anche nella Città di Assisi le scuole sono il primo luogo dove l’orrore può essere sconfitto, a diversi livelli di consapevolezza, che resta l’antidoto più efficace di fronte alla violenza e a questa guerra senza frontiere e senza eserciti. I nostri ragazzi hanno il diritto di sapere, di conoscere la storia, di capire da dove nasce ciò che stiamo vivendo in queste ore. Il nostro patrimonio di valori può essere difeso solo se le nuove generazioni sono aiutate ad uscire dall’indifferenza.

Della morte si deve parlare con gli studenti

[otw_shortcode_info_box border_type=”bordered” border_color_class=”otw-black-border” border_style=”bordered” shadow=”shadow-inner” rounded_corners=”rounded-10″ background_pattern=”otw-pattern-1″]L’Assessore Morosi – Non possiamo “cambiare canale” davanti a queste immagini di morte. Dobbiamo parlarne con i nostri studenti e aiutarli a capire che c’è e ci potrà sempre essere un principio di ricostruzione della nostra identità in cui credere e riconoscersi. E dobbiamo aiutarli a rifiutare, oggi più che mai, qualsiasi tentazione xenofoba o razzista. È già successo tante volte nella storia, siamo figli o nipoti di persone che hanno dato la vita per affermarlo. L’educazione è il primo spazio in cui riaffermare i nostri valori, le nostre radici, quindi la nostra libertà. Grazie ragazzi, grazie insegnanti, professori e ricercatori per il vostro impegno e per la vostra testimonianza.[/otw_shortcode_info_box]

 

Attentati a Parigi

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