Ballottaggio Assisi, per Matarangolo non c’è vergogna

I cittadini dovranno scegliere il sindaco per i prossimi cinque anni, tra quello “vecchio” e quella “nuova”

Ballottaggio Assisi, per Matarangolo non c'è vergogna
FRANCO MATARANGOLO

Ballottaggio Assisi, per Matarangolo non c’è vergogna

da Franco Matarangolo
In un altro periodo e in un altro contesto, dove la politica è considerata una cosa seria, la notizia sarebbe stata in prima pagina: Giorgio Bartolini ha teorizzato il consumo di suolo zero. Come dire che Dracula ha chiesto la tessera dell’AVIS. Siamo in campagna elettorale e la sentenza del ballottaggio si avvicina, il 19 giugno i cittadini di Assisi dovranno scegliere il sindaco per i prossimi cinque anni, tra quello “vecchio” e quella “nuova”.

E così qualcuno ha pensato che basta fare un articolo di giornale per sostenere quello che non si è mai fatto, confidando nella scarsa memoria degli elettori, che invece ce l’hanno come quella degli elefanti. E così, ricordano che era sindaco Bartolini nel 2004 quando, a incarico per il nuovo piano regolatore già affidato da anni a un professore dell’Università di Venezia, si è sentita l’urgenza di approvare una variante generale al PRG, con tanta nuova edificazione. Qual era l’urgenza? Le elezioni comunali del 2006, con Bartolini che non poteva più fare il sindaco, perché lo aveva fatto per due mandati consecutivi e mandava avanti Ricci.

Non hanno dimenticato, tranne quelli che ne sono stati beneficiati, che prima delle elezioni del 2011, sindaco Ricci e vicesindaco Bartolini, fu revocato l’incarico al famoso professore e fu affidato ad uno studio locale, che ha confezionato in poco più di sei mesi un piano regolatore che dovrebbe durare qualche decennio, anche qui l’urgenza erano le elezioni amministrative e i clienti elettorali da accontentare. E anche qui metri cubi di cemento, come se piovesse, che uniti a quelli non utilizzati per il vecchio piano, avevano fatto superare anche i Limiti di legge. Non c’è bisogno di ricordare il famigerato PUC di S. Maria degli Angeli, concepito tutto in epoca bartoliniana, perché a memoria forse imperitura ci sono gli scheletri delle costruzioni incompiute che fanno bella mostra di sé proprio dietro la Basilica della Porziuncola.

Può dirsi questa coerenza? Oddio, nello stesso articolo il nostro si è contraddetto, spezzando una lancia in favore del settore dell’edilizia, memore del suo adagio che anche gli oneri di urbanizzazione portano al Comune “quatrini”. Evidentemente la coerenza, che dovrebbe essere un valore primario in politica, non è tra le qualità che si possono riconoscere al candidato della conservazione. E però, questo valore discrimina il politicante dal politico vero.

 

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