Ballottaggio Assisi, Proietti, contano i fatti?

Proietti: "Mettiamo in chiaro alcune cose..."

Ballottaggio Assisi, Proietti, contano i fatti?

Ballottaggio Assisi, Proietti, contano i fatti? Quando sono fatti bene

Il candidato Giorgio Bartolini non sa proprio più cosa inventarsi per questa campagna elettorale che sta ormai giungendo al termine e anche oggi, per mezzo stampa, attacca utilizzando ormai la banale e logora carta dell’inesperienza dell’avversaria. È evidente che sta perdendo colpi quando, sempre in un articolo di oggi, afferma che la candidata non ha padronanza e competenze per analizzare la situazione economica del Comune.

Mettiamo in chiaro alcune cose: la candidata Stefania Proietti ha alle spalle, nonostante la sua giovane età, 7 anni di docenza universitaria di economia, motivo per cui risulta piuttosto improbabile che non sappia leggere i dati del bilancio comunale.

Negli ultimi 20 anni le amministrazioni comunali di Assisi (in cui Bartolini ha ricoperto la carica di sindaco e vicesindaco) hanno incrementato le tasse sia sulla proprietà privata sia per le aziende e le strutture commerciali e ricettive, in controtendenza con quanto fatto dai comuni limitrofi. Nello specifico negli ultimi 10 anni il comune di Assisi ha effettuato un incremento di ICI/IMU e TASI pari al 158% per i beni strumentali quali fabbricati industriali e strutture ricettive, e addirittura del 293% (il triplo!) sulle seconde case. Sempre negli ultimi 10 anni l’imposta pro capite annua per un cittadino di Assisi è passata da 235 a 348€ contro la diminuzione da 235 a 189€ del comune limitrofo di Bastia Umbra.

Assisi si presenta agli ultimi posti dal lato dell’autonomia finanziaria e dell’affidabilità dei residui attivi. Molti soldi dei cittadini già prelevati con le tasse non sono stati utilizzati, sono in attesa di essere spesi rallentando così tutto il sistema economico del territorio laddove tali soldi prelevati dalle tasche dei cittadini non sono ancora tornati in termini di investimenti e quindi di ricadute positive sul tessuto economico e sociale di Assisi.

Con una pressione fiscale aumentata del 160%, quale coraggio affermare di saper gestire il bilancio comunale!

Viene quindi spontaneo domandarsi: che tipo di amministrazione è quella che, soprattutto in un così lungo e difficile periodo di crisi economica e strutturale, cannibalizza il mondo produttivo? Che tipo di amministrazione è quella che, anziché attrarre o agevolare nuove iniziative produttive (imprenditoriali, professionali, artistiche…), magari iniziando con un forma incentivante di esenzione quinquennale/decennale, per esempio dall’IMU, incrementa la pressione fiscale sugli immobili produttivi? Che tipo di amministrazione è quella che, anziché utilizzare le risorse regionali, nazionali ed europee (vedi, una per tutte, la misura 7.2.1 del Piano di sviluppo Rurale) per riqualificare, valorizzare e promuovere il territorio con importanti ricadute economiche sul tessuto produttivo e quindi sociale, incrementa e continua ad incrementare la pressione fiscale la pressione fiscale complessiva sugli immobili produttivi, ma anche su molti di quelli abitativi? Che tipo di amministrazione è quella che, pur aumentando la pressione fiscale complessiva in maniera marcata, non effettua la manutenzione delle strade e del verde, dei sentieri e dei percorsi ecoturistici, delle aree industriali e artigianali??

Assisi sotto l’amministrazione Bartolini ha subìto la più grande e pesante rivalutazione delle rendite catastali degli immobili senza che lo stesso Bartolini proponesse sistemi di contenimento e perequazione. Questo ha comportato che, ad Assisi, la tassazione è tra le più alte, se non la più alta, di tutta la regione Umbria e si pone nella parte più alta delle classifiche nazionali.

La destra ad Assisi ha solo aumentato la pressione fiscale e le tasse e così continuerà a fare per poi impiegare tali introiti per lavori, manutenzioni e servizi che sono diritti sacrosanti dei cittadini e non gentili concessioni elettorali.

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