Bartolini: Amministratori colpiscono con TASI anche prima casa

da Giorgio Bartolini
In questi giorni i contribuenti di Assisi, nonostante le reiterate rassicurazioni tramite stampa del Sindaco Ricci e del consigliere Freddii relativamente alle tasse, hanno purtroppo sperimentato sulla loro pelle la triste verità. Questi amministratori infatti, con le solite dichiarazioni propagandistiche e ingannevoli condivise dell’attuale maggioranza, hanno sempre affermato che le tasse non sarebbero state aumentate e, quando ciò è avvenuto, la colpa l’hanno data al Governo. I cittadini invece hanno saputo e sperimentato con le proprie tasche che l’applicazione di alcune tasse e relativi introiti, come ad esempio la TASI e TARI, sono di esclusiva competenza dei Comuni e la diversità di applicazione tra Assisi e Spello ne costituisce l’esempio. Assisi ha tassato la prima abitazione con la TASI, Spello l’ha esentata.

“La TASI sui capannoni in Italia in quasi due comuni su tre non si paga”, ha comunicato l’Ufficio studi di GGIA di Mestre, per evitare così agli imprenditori maggiori aggravi fiscali al fine di aiutare la ripresa e l’occupazione. Trattasi di comuni, c’è da dire, in cui gli amministratori sono coscienziosi e competenti. Purtroppo questo non è avvenuto in Assisi, dove, tra l’altro, le rendite catastali degli immobili sono altissime, per cui la tassazione della TASI e IMU è espropriativa.

A Pesaro sono state esentate dalla TASI tutte le imprese che iniziano l’attività nell’anno in corso. E questo per aiutare e attrarre aziende nel territorio, che portano ricchezza e posti di lavoro. In Assisi, dove spesso si pensa ad inventare manifestazioni per mettersi in mostra e compiacersi, viceversa questi assennati comportamenti sono purtroppo latitanti.
[tabs type=”horizontal”][tabs_head][tab_title]Eppure…[/tab_title][/tabs_head][tab]Nel 20% dei Comuni d’Italia, tra cui Assisi, si è pagata la TASI e l’IMU entro il 16 Giugno, una data nera per la nostra gente, nel restante 80% si pagherà entro il 16 Ottobre.[/tab][/tabs] È il caso di dire Comune che vai, tassazione che trovi. O peggio, amministratori che trovi tassazione che paghi. E, ad Assisi, peggio di così non poteva capitare.

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