Birre e rivelazioni dal Piccolo di Milano al Piccolo Teatro degli Instabili

Nell’arco di otto birre si scoprirà che ciò che si crede di conoscere degli altri

Birre e rivelazioni dal Piccolo di Milano al Piccolo Teatro degli Instabili

Birre e rivelazioni dal Piccolo di Milano al Piccolo Teatro degli Instabili ASSISI – Arriva direttamente, ad Assisi, dal Piccolo Teatro di Milano l’opera “Birre e rivelazioni” di Tony Laudadio, una protezione Teatri Riuniti con la collaborazione artistica di Barbara Bessi. L’appuntamento, sul palco del Piccolo Teatro degli Instabili, è fissato per l8 dicembre 2016 alle 21,15.  “Birre e rivelazioni“, scrive Tony Laudadio che ad Assisi avrà a fianco Andrea Renzi, porta in scena un confronto progressivo e scomodo tra due adulti, un professore di italiano e il proprietario di una birreria, che parlano di uno stesso giovane, la cui assenza sulla scena illumina tutto il testo.

Nonostante sembri una visita casuale, i motivi che hanno indotto il professore a frequentare la birreria, saranno il lento e costante svelamento che costituirà la trama di questa relazione umana. Nell’arco di otto birre si scoprirà che ciò che si crede di conoscere degli altri, di chiunque ma persino del proprio stesso figlio, è il vero mistero e quando si tratta delle persone che amiamo è un mistero doppio perché ci toglie lucidità.

Sergio è proprietario di una birreria; Marco un professore di italiano: in comune hanno Francesco, figlio di Sergio e alunno di Marco e… la birra. Sarà proprio questa bevanda a scandire gli incontri e a indirizzare i dialoghi che, tra riflessione seria e delirio etilico, ruotano attorno a Francesco, adolescente alle prese con i primi amori, le scelte da compiere, i turbamenti dell’età. I rapporti professore/alunno e padre/figlio diventano terreno di confronto e occasione per una “rivelazione”.

E ad ogni svelamento una porzione di quell’amore viene messa alla prova. Fino alla prova finale e alla conoscenza più difficile: quella di se stessi. “La divisione del testo in otto birre – scrive Laudadio – pone subito una questione centrale del testo: è una riflessione seria o è solo un delirio etilico? Come al solito, con quello che amo scrivere, lo spettacolo deve stare sul confine, oltrepassarlo ora da un lato ora dall’altro, ma senza mai discostarsene troppo, e non per il puro gusto della via di mezzo – l’impeccabile e incontestabile aurea mediocritas – ma soprattutto perché su quel confine si gioca, spesso, tutta la partita delle vite umane e dei loro paradossi.”

In un’atmosfera a metà tra riflessione seria e delirio etilico Andrea Renzi e Tony Laudadio, qui anche autore e regista, ci offrono una rappresentazione acuta e brillante della complessità dei rapporti umani.

 

 

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